sabato 7 marzo 2015

like a family? *

marzo 2517, Columba System, spazio.
"Non ho capito."
Jozef le contò sulla faccia tutte le somiglianze con la madre: l'espressione obliqua, il sopracciglio sollevato, gli occhi azzurri e i boccoli biondi erano tutti suoi, ma Summer aveva passato il grosso della sua vita su un pianeta distrutto, e fame e pericolo le avevano scolpito addosso una diffidenza storta. Jozef sospirò a fondo.
"Ci stanno sparando addosso."
La cabina tremò violentemente e lui perse l'equilibrio, spiaccicandosi contro un angolo chiuso tra due paratie metalliche arrugginite. Summer dondolò un po' a destra e dondolò un po' a sinistra, con grazia: un'altra cosa che aveva ripreso da sua madre. Jozef la annotò a mente. 
"Grazie al cazzo", la ragazzina osservò senza molte cerimonie. "Non ho capito dei pod di salvataggio."
"Che è meglio se ci andiamo dentro, preventivamente."
"No ecco, è questo che non ho capito."
Un altro colpo, un'altra fragorosa vibrazione. I due libri che aveva disposto sul comodino della sua angusta cabina si rovesciarono a terra insieme al comodino stesso, mal fissato al muro. Summer oscillò un po' all'indietro e allargò le braccia: un'equilibrista.
"Cioè: io stavo lì, e vivevo la mia vita, che non dico che era tutto oro, ma almeno campavo. Vengono questi due vecchi"
"Abbiamo poco più di trent'anni..."
"Questi due vecchi, insieme a un altro vecchio che ancora non ho capito chi è a proposito"
"E' un amico di tua mad--"
"E questi due vecchi mi dicono siamo i tuoi genitori naturali, e io: grande, magari hanno due soldi e mi tirano fuori da questo buco, e poi quella benfatta di tua moglie"
"Non siamo mai stati sposati..."
"Quella benfatta di tua moglie inizia a raccontarmi di tutte le sue avventure, e allora penso: bello, avventure, e diciamolo Joe, non è che tu abbia avuto una vita tanto emozionante da convincermi a seguire te, senz'offesa"
"None taken?"
"E quindi andiamo all'avventura io te lei e quest'altro vecchio che non so chi sia, e tre giorni dopo aver lasciato Hera becchiamo una nave di pirati stronzi e ora devo buttarmi fuori dalla nave con un pod sperando di morire soffocata prima che mi piglino i marauders?"
Non era contenta. Jozef boccheggiò con pochi argomenti, e ringraziò il cielo quando Lee capitombolò nella cabina con un sorriso luminoso e allucinato, seguita da un ben più cauto e meno allegro Dylan Jamison Khan. "Allora?", la incalzarono padre e figlia all'unisono.
"E all'ora niente - rassicurò lei, neanche una nube nello sguardo - il capitano suggerisce di allacciare le cinture di sicurezza e garantisce che andrà tutto bene."
"Stai mentendo - lamentò Summer - lo vedo quando la gente mente. Sei una bugiarda di merda. Che ha detto davvero?", voltò lo sguardo verso Dylan, incalzandolo. Lui tentennò.
"Che non sa da dove siano usciti fuori, che è un brigade armato per la guerra e che navi così non spuntando fuori dal nulla senza aver avuto una dritta, ma che non sa che dritta sia, visto che nella stiva non hanno niente di valore."
"Chi se ne frega: moriremo tutti?"
"Che assurdità - rise Lee, annichilita dall'adrenalina, mentre strattonava Summer per un braccio e si sfilava la cinta dai pantaloni per assicurarla a qualcosa di solido - non possiamo morire, ho sognato che vivevamo."
"Hai sognato che vivevamo?" urlò Summer, dibattendosi irrequieta mentre veniva immobilizzata e assicurata a un tubo solido per evitare che venisse sbalzata ovunque.
"Ho visto che vivevamo tutti e che ti facevo conoscere Sebastian Gray a Clackline"
"Sebachi?"
"Sebastian Gray, ti ho raccontato di Sebastian Gray"
"Sebastian Gray un cazzo! Dovevo restare a Dane End!"
"Esagerata: andrà tutto bene."
Lo ripeté con fede assoluta. Dopo essersi assicurata che Jozef sarebbe rimasto lì con la ragazza, barcollò all'esterno della cabina insieme a Dylan Khan, recuperando brillantemente una sventata caduta in seguito a uno scossone più violento degli altri. Dylan bestemmiò, lei lo aiutò a rimettersi in piedi. Le luci sfarfallarono, poi si spensero.
"Questa non è una coincidenza", le ringhiò lui addosso, con un vago senso di biasimo.
"I miei conti con Hall Point sono chiusi", argomentò lei.
"E' un brigade armato per la guerra."
"E allora?", finse di non capire.
"C'è altra gente con cui hai conti aperti."
Lee smarrì gli occhi nei suoi per un momento, un momento solo. Sospese il respiro in un momento di pura stasi: la nave immobile, attorno il silenzio. Durò i due secondi che le furono necessari ad attaccarsi con entrambe le mani al volante di un portellone e a costringere Dylan a fare lo stesso.
"Non è qui che moriamo, Eddie."
"Perché hai sognato Gray?"
Il sorriso le riempì le guance, negli occhi luminosi una fede totale e sfacciata.
"Perché ho visto Gray."
Il booster diede un calcio che sfaldò quasi il fragile wyoming su cui viaggiavano, spingendoli alla velocità della luce sulla traiettoria di disingaggio.