Independent Reports

Border Chronicle, Gennaio 2516

Indiscrezioni non confermate sostengono che la multiplanetaria leader nel campo della tenologia bellica Weyland Corporation abbia rivolto i suoi affari su nuovi campi ugualmente fruttuosi: starebbe infatti lavorando a un sistema di terraformazione ultrarapida da sperimentare su un planetoide già prescelto, dalle coordinate sconosciute. La compagnia sembra aver già ingaggiato numerosi equipaggi per il trasporto di beni di prima necessità, che potrebbero indicare l'imminente sperimentazione del prodotto di cui, al momento, non si conoscono ancora le specifiche di funzionamento. L'ufficio stampa della Weyland Corp. mantiene una rigida politica di no comment a riguardo ma, qualora le voci venissero confermate, la multiplanetaria avrebbe tra le mani non solo il brevetto di una delle più importanti invenzioni degli ultimi dieci anni, ma anche un pianeta presto adatto alla vita umana. Charlie Lynn

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Capital Herald, Gennaio 2516
CLACKLINE: UNA STORIA DI EREDI
Inchiesta di Lee Chernenko
Con la collaborazione di Yahn Fharsen
Xinshou della Shouye di Capital City
Stephan Cordier
Il corpo di Stephan Cordier lo ritrova un mio collega, nella neve della Buffalo County di Greenfield. Ha scacciato dei coyote attirati dalla fame e, quando cerco nelle tasche del cadavere un documento che mi dica qualcosa di lui, ho ancora il respiro corto: la compagnia per cui lavoro è lì per vendere cibo a prezzi onesti in un periodo di buia carestia, e pochi attimi prima una minuta donna dai lineamenti orientali ha puntato un fucile contro un uomo, accusato di averle rubato i soldi con cui avrebbe dovuto comprare da mangiare per i suoi figli. Lo sceriffato di El Paso, il più vicino al luogo del ritrovamento, riesce a risalire al nome di Stephan e ai suoi dati anagrafici: trentacinque anni, nato a Clackline. Il medico legale gli trova addosso l'opera dei coyote, ma individua anche ferite di natura umana: sono incisioni nette e precise, provocate da una lama di circa venti centimetri che è riuscita a trovargli il cuore. 
Su Clackline esistono due classi di persone: liberi e schiavi, in una proporzione di circa due schiavi per ogni libero. I Cordier sono liberi e, come tutti i grandi latifondisti del pianeta, sono proprietari di schiavi: i loro terreni si estendono per centinaia di ettari nella contea di Augustine, e confinano con il vasto latifondo della famiglia Ménard, nella contea di Macon. Le contese territoriali tra le due famiglie vanno indietro di decenni e hanno recentemente coinvolto un terzo latifondo, serrato tra le vaste terre dei due: la proprietà della famiglia Sangréal. I problemi finanziari dei Sangréal sono ormai noti: hanno investito grosse cifre in aziende di produzione alimentare locate su Greenfield, depredate durante il saccheggio del pianeta da parte delle forze Confederate. Le aziende sono entrate in crisi, e così i Sangréal, sul punto di dichiarare bancarotta e vedere i loro terreni espropriati dalle banche a cui sono debitori. Votati all'espansione, sia i Ménard che i Cordier hanno iniziato una vivace battaglia legale fatta di querele e contenziosi che fanno lavorare a pieno regime i tribunali delle due contee. Ai Sangréal non resta da fare apparentemente nulla di diverso dal guardarli combattere per le loro terre.
Le guerre per la terra, del resto, non sono infrequenti su Clackline: ogni anno il pianeta vede scoppiare decine di conflitti tra proprietari confinanti. Le guerre sono spesso brevi e faticose, specialmente per la popolazione schiavile a cui vengono fatte combattere. Lo stato delle cose tra le due potenti famiglie, tuttavia, esula dalla normalità: sia i Ménard che i Cordier dispongono di simili risorse economiche, di pari numero di schiavi e di interessi ugualmente forti. Se il conflitto diventasse armato, Clackline potrebbe conoscere una guerra cruenta e potenzialmente interminabile; paradossalmente, gli unici a giovare dalla situazione sarebbero gli stessi Sangréal: senza un acquirente sicuro, guadagnerebbero tempo per riscattare i propri terreni.
Stephan Cordier, primogenito del patriarca Gaston Cordier e suo erede, è un uomo colto e illuminato. Laureato in giurisprudenza, possiede centinaia di libri e quasi sicuramente una spiccata sensibilità per la condizione schiavile. Conscio delle vittime che un eventuale conflitto causerebbe, inizia a incontrarsi lontano dai riflettori con Philip Ménard,  figlio del capofamiglia Jean Baptiste e suo futuro erede. Alcuni dei suoi familiari (gli unici a cui avrebbe chiarito le sue intenzioni) raccontano di come Stephan stesse cercando un accordo pacifico con i Ménard, in grado di garantire gli interessi di entrambe le famiglie e accontentare le loro dichiarazioni di rivalsa sui territori dei Sangréal. Ma Stephan viene ucciso su Greenfield, e i suoi progetti di risoluzione pacifica svaniscono.
Questa è una storia di eredi. Eric Sangréal è il figlio dell'ormai rovinato Pierre Sangréal. E' un esperto vinicolo, è sposato ed è corteggiato dalle cronache di gossip che lo descrivono come incline alle relazioni extraconiugali. I cattivi investimenti della sua famiglia lo hanno defraudato del patrimonio che un giorno sarebbe stato suo. Alysee Cordier, invece, sorella minore del defunto Stephan, è una donna dall'aspetto sicuro, laureata in economia e project management e particolarmente attenta agli affari di famiglia, tanto da seguire pedissequamente nel lavoro lo zio che si occupa di gestire il latifondo. I suoi incontri con Eric Sangréal sono sempre sfuggenti, ma indubbiamente frequenti: Alysee viene vista parlare con Eric a più riprese, in diversi eventi mondani. Come il resto della sua famiglia, sa a cosa sta lavorando suo fratello maggiore: l'accordo che segnerebbe la fine del latifondo Sangréal e dell'eredità di Eric. 
[ seguono foto che ritraggono Alysee Cordier e Eric Sangreàl parlare tra di loro in diverse situazioni mondane ]
Ma Stephan viene ucciso, le possibilità di vedere l'accordo realizzato muoiono con lui. I Cordier si chiudono nel lutto e per qualche settimana la situazione sembra placarsi, fino al ritrovamento del corpo dell'erede Philip Ménard, lo stesso che aveva lavorato con Stephan a quello stesso accordo. Philip viene ritrovato nelle acque del porto fluviale di Macon, spinto a riva dalla corrente del fiume. Gli antichi dissapori tra le due famiglie si riaccendono: i Ménard accusano i Cordier di aver ucciso il loro erede per rappresaglia, poche settimane dopo la morte di Stephan Cordier, per cui qualche voce ufficiosa aveva accusato gli stessi Ménard. Gli animi si riaccendono e così anche il conflitto: le due famiglie sono ormai sull'orlo di una guerra che potrebbe impiegare mesi, forse anni, durante i quali Eric Sangréal avrà il tempo di trovare i soldi per riscattare la sua proprietà - forse proprio con l'aiuto di Alysee Cordier che, dopo la morte del fratello maggiore, è divenuta in linea di successione la prima erede di uno dei più ricchi latifondi del pianeta.
Ricostruire le vicende è un lavoro minuzioso. Un attimo prima che un informatore mi consegni i negativi di un rullino sviluppato a Macon, vendutogli da un fotografo locale di paesaggi normalmente intento a ritrarre quello stesso porto fluviale dove è stato ritrovato il corpo di Philip Ménard, tra le dita ho solo supposizioni. Le foto che faccio sviluppare ritraggono tre persone:Philip Ménard ancora vivo, Eric Sangréal e una donna dai lineamenti orientali - la stessa identica donna che vidi io il giorno del ritrovamento del corpo di Stephan Cordier, a Greenfield -. Nelle prime foto Philip ed Eric discutono in modo animato, quasi aggressivo. Nelle successive appare la donna che si avvicina a entrambi. Si trovano sul molo e sullo sfondo si può vedere il battello Livingston, lo stesso che Philip avrebbe dovuto prendere proprio il giorno della sua morte: data a cui risalgono le immagini. 
Nelle ultime foto, la donna e Philip Ménard salgono sul battello. Philip non consegnerà mai il suo biglietto ai controllori: verrà ucciso prima e lasciato cadere nel fiume, dove sarà ritrovato. Pochi giorni dopo, i giornali annunceranno la morte di Claude Rocher: il fotografo che ha scattato le foto che puntano il dito contro Eric Sangréal, costringendolo ora a rispondere di due morti, due omicidi da lui commissionati e impeccabilmente eseguiti dalla sua collaboratrice: Stephan Cordier e Philip Ménard, ammazzati così che le loro famiglie combattessero tra di loro. Ad esse, si aggiunge l'oscura morte del fotografo Claude Rocher, senza il cui lavoro nulla di questo sarebbe mai stato noto.
[ L'inchiesta termina con le varie foto sopra descritte ]

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Newsroute, Febbraio 2516

IL QUARANTUNESIMO CIELO
Roanoke è il primo pianeta a venire terraformato da quasi quattro secoli. La nostra inviata ha seguito il processo su una nave della Blue Sun in esclusiva.
di Lee Chernenko
All'alba della terraformazione di LS-9, c'è un clima di attesa e grandi speranze sul vascello nebula capitanato da John Sagemoore. La Morning Star è l'ammiraglia di una flotta di decine di navi attrezzate con le tecnologie più all'avanguardia della Blue Sun. Gli equipaggi sono formati da una manciata di piloti, qualche addetto alla sicurezza e centinaia di scienziati il cui lavoro ha contribuito alla creazione di ciò che viene annunciato dalle stesse compagnie interessate come una svolta storica.
L'ultima terraformazione risale ormai a centinaia di anni fa, quando la Seconda Colonizzazione spostò i capitali più ricchi fuori dal Core, verso frontiere inesplorate. Molte di quelle terraformazioni si sono rivelate, nel corso degli anni, solo parzialmente di successo: per ogni pianeta ricco di risorse naturali - come Greenfield, nel border, o Tauron e Bullfinch nel sistema Polaris -, altri pianeti hanno incontrato sorti meno fortunate che li hanno resi, se non inabitabili, sicuramente inospitali: ne sono esempi chiari Saint Andrew, le cui temperature più miti non superano i 0 °C e, dall'altra parte del 'Verse, Blackrock: tormentato da un clima pressoché desertico, con pochissime fonti idriche disponibili, su cui si affollano tutti gli insediamenti umani.
La sfida di una nuova terraformazione risiederebbe innanzi tutto nello sviluppo di condizioni climatiche favorevoli oltre ogni possibile margine d'errore; ma ciò che la Weyland Corporation ha deciso di fare travalica il perfezionamento di tecnologie già esistenti e varca le soglie dell'inesplorato: si tratta dello sviluppo di un sistema di Terraforming rapido, che riduca le attese per il completamento del processo di anni, rendendo di fatto rocce brulle nello spazio abitabili  nel giro di poche settimane. 
Ciò che l'equipe Blue Sun attende, sull'ammiraglia Morning Star, è proprio questo: la trasformazione di ciò che è morto in vita.
Il processo di terraformazione viene avviato quando la superficie del pianeta è stata sgombrata dalle centinaia di scienziati, tecnici e specialisti che hanno montato gli strumenti della terraformazione. Fulcro tecnologico fondamentale del processo saranno delle gigantesche torri in silicio e acciaio, alte migliaia di metri e visibili addirittura dalla plancia del Morning Star, da cui l'equipe monitorerà gli avvenimenti. Le cinque torri contengono i reattori che saranno il cuore di reazioni nucleari controllate. L'aumento di massa renderà LS-9 un pianeta dotato di atmosfera e gravità: elementi fondamentali perché i gas necessari all'esistenza vengano attratti dal corpo celeste.
[La foto mostra Kasumi di fronte una serie di indicatori high-tech che sta monitorando, seduta]
Ma i reattori usati da Weyland e Blue Sun non sono quelli di centinaia di anni fa: di dimensioni ridotte, montano degli acceleratori di fissione capaci, nelle intenzioni della compagnia, di supportare un processo di terraformazione più stabile e, soprattutto, incredibilmente più rapido. Responsabile del progetto degli acceleratori è Kasumi Kenzo, giovane ingegnere BS che ha supervisionato interamente la loro creazione in ogni sua fase. E' lei, nella plancia del Morning Star, a monitorare la riuscita del processo. 
Quando il terraforming ha inizio, nessuno è sicuro di cosa aspettarsi. Gli schermi collegati alle telecamere satellitari che riprendono la superficie del pianeta mostrano le torri terraformanti generare sfere di luce calda, tanto abbagliante da sembrare piccole nane gialle. Il suolo di LS-9 trema e cambia consistenza, la crosta terrestre sembra percorsa da onde concentriche, si scompone fino a liquefarsi e inghiotte le gigantesche strutture delle torri. Le sfere di luce sembrano inglobare l'intera superficie del pianeta, variano su toni di luce blu e infine scompaiono. Ciò che si lasciano dietro ha dello straordinario: un'atmosfera coerente e un centro di gravità percettibile attraverso il lento ma inesorabile deposito delle polveri sul terreno. 
[La foto ritrae Lelaine in piedi, con gli occhi rapiti dagli schermi che mostrano LS-9 inglobato da una forte luminescenza dorata]
Nella plancia della Morning Star si respira sbigottimento e un latente senso di onnipotenza. Il primo a rompere il silenzio è il capitano Sagemoore, che si alza e in piedi e avvia un applauso che convolge presto la quasi totalità dei presenti. Tra di loro, spiccano il viso della vice CEO di Blue Sun Capital City, Lelaine Blackwood, che ha diretto l'operazione, e Abraham Stone, medico e scienziato a cui i colleghi attribuiscono l'invenzione dell'epiteto di cui probabilmente potranno fregiarsi per il resto della loro vita: "gli Dei di Roanoke". 
L'incredibile procedimento a cui hanno assistito e di cui sono in parte fautori, tuttavia, non è che l'inizio: se i primi rilevamenti lasciano ben sperare, l'assoluta novità della Terraformazione Rapida richiederà ancora lavoro e monitoraggio perché il neonato Roanoke possa essere definito con sicurezza abitabile. Il primo problema che gli scienziati dovranno affrontare è costituito dalle radiazioni residue scaturite dal processo di fusione nucleare. Il dottor Abraham Stone spiega la questione in questi termini:
[La foto ritrae Abe seduto di fronte alla holografia del planetoide LS-9, che sta osservando. Ha un'espressione seria in volto e sembra leggermente teso]
"In un normale processo di terraforming le radiazioni avrebbero il tempo di essere assorbite, gli elementi decaderebbero. In questo processo, molto più rapido ed avanzato, rimarranno alcuni punti di concentrazione radioattiva sul pianeta, degli hot spot. Uno dei primi passi sarà mappare il pianeta e individuare tutti questi punti maggiormente radioattivi, per catalogarli e, se possibile, renderli inerti. Quindi, riassumendo: sì, ci saranno radiazioni residue che saranno da individuare e neutralizzare."
Radiazioni che potrebbero compromettere le successive, delicatissime fasi della terraformazioni: l'inserimento di batteri, microrganismi e le prime specie animali. Se le radiazioni saranno neutralizzate e l'inserimento delle prime forme di vita avrà successo, il momento della colonizzazione umana sarà sorprendentemente vicino.

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Space Traveler, Maggio 2516

Space Traveler è una testata di cortex news che si occupa principalmente di notizie legate agli skyplex, agli insediamenti colonici e a tutte le maggiori città portuali del Core e del Border. ]

BLACKOUT A HALL POINT
Un fenomeno stellare crea il panico sulla stazione.

di Lee Chernenko

Il primo maggio 2516 un fenomeno spaziale ha creato scompiglio a Hall Point, provocando un temporaneo calo di tensione e grande scompiglio tra i suoi avventori, terrorizzati dalla possibilità di collasso dei sistemi di sostentamento vita. Il vento stellare prodotto da una stella morente a milioni di chilometri di distanza, ha causato un'onda d'urto che ha mandato in blackout alcune zone della stazione, tra cui il grande casinò. 
Mentre centinaia di scommettitori in preda al panico cercavano di raggiungere le uscite d'emergenza, l'head in carica Bill Blackbourne ha ordinato alla sicurezza di recarsi presso il casinò e ha raggiunto in breve tempo il centro di comando dello skyplex, dove è stato informato dai suoi tecnici della rapida remissione del fenomeno, rimasto osservabile per diversi istanti fuori dagli oblò di Hall Point. 
[ segue fotografia di Bill Blackbourne seduto nel centro di comando di Hall Point in abiti orientali. ]
La ressa al casinò non ha causato danni gravi, ma circa venti persone sono rimaste ferite non gravemente. Staff medico già presente sul posto si è occupato di soccorrere i feriti sotto shock, la cui vita non è mai stata seriamente in pericolo: il reattore principale che alimenta la stazione, infatti, non è mai stato danneggiato, e l'ordine è stato rapidamente riportato a bordo dalla sicurezza tempestivamente intervenuta.


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Capital Herald, Maggio 2516

Catturato l'attentatore di FarahaniSparò un colpo ferendolo a una spalla a Takoma Springs, Roanoke.
di Lee Chernenko
Ha avuto grande risonanza la notizia del primo vero e proprio atto di violenza sul pianeta recentemente colonizzato di Roanoke. All'inizio di maggio, il console Lucian Farahani si trovava sulla Main Street della capitale Takoma Springs quando è stato aggredito, rimanendo ferito da un colpo d'arma da fuoco alla spalla. L'abbiamo intervistato nella stessa città, chiedendogli di raccontarci quanto è avvenuto e parlarci dei motivi della sua permanenza a Roanoke.
* * * Lucian FarahaniLee Chernenko: Mister Farahani, la ringrazio innanzi tutto di essere con noi questa sera. La prima domanda che vorrei farle è quasi banale: come sta? Le flash news hanno riportato che è stato colpito da un colpo d'arma da fuoco, ma poco altro, e le sue condizioni non sono state note per diversi giorni.
Lucian Farahani: Molto meglio, la ringrazio. Per fortuna la ferita è stata meno grave di quanto gli aggressori avessero voluto e la città di Takoma mi ha offerto pronte cure mediche. <...> Ha ragione. Dopotutto anche da questo punto di vista Roanoke deve ancora fiorire. Non ci sono molti inviati sul pianeta e le notizie tardano ad arrivare. Mi sono prima di tutto preoccupato di avvisare tutte le persone che hanno mostrato la loro preoccupazione nei miei confronti. E mi sono stupito del fatto che non fossero poche. Credo sia stato questo attacco a farmi rendere conto del fatto che ci siano più persone di quanto pensassi a cui devo rendere conto. 
LC: Sono lieta che abbia potuto riprendersi tempestivamente. Può raccontarci esattamente il susseguirsi degli eventi, o quantomeno ciò che ricorda? Si trovava sulla Main Street...
LF: Esattamente. Metà pomeriggio. Non distante dal saloon sulla Main Street sono passato di fianco ad un gruppo di uomini che discutevano animatamente. Erano molto preoccupati per la situazione alimentare. Come saprà gli attacchi pirati sono aumentati nelle ultime settimane ed alcuni trasporti non hanno raggiunto il pianeta. Qualcuno mi ha coinvolto nella discussione, mi ha chiamato per nome. Ho cercato di capire la situazione dal loro punta di vista, di capire le difficoltà che stavano, che stanno incontrando. Non ho pretese, sono venuto su Roanoke con l'intento di fare esattamente questo: ascoltare cosa i cittadini abbiano da dire e vedere la città crescere. Quando mi sono ripromesso che avrei cercato di fare luce sulla questione e mi sarei interessato più personalmente al problema degli attacchi pirati, un uomo mi ha aggredito prima verbalmente. E poi in maniera più concreta. E' accaduto tutto molto rapidamente a dire il vero. Non mi ero neanche accorto che avesse una pistola.
LC: Un'escalation apparentemente senza motivo, su cui vorrei soffermarmi. Lei si è fatto un'idea di cosa abbia spinto quest'uomo ad aggredirla? E cosa le è stato detto dalle forze dell'ordine attive su Roanoke? L'uomo è stato arrestato?
LF:  L'uomo ha eseguito l'aggressione al grido di "Morte allo straniero del Core". A primo avviso sembra una rivendicazione di stampo separatista, anche se ne sono tutt'altro che sicuro. La cosa che mi preoccupa di più è in realtà il significato di questa aggressione. La prima dalla terraformazione del pianeta e dalla nascita di Takoma, la prima, quantomeno, che sfocia in un'azione così violenta. Stiamo parlando di sicurezza, sono convinto che la libertà passi attraverso di essa. La gente per strada deve sentirsi per prima cosa al sicuro. Ogni persona su questo pianeta è venuta qui proprio per allontanarsi da questo tipo di episodi. L'ultimo pensiero prima di addormentarsi ed il primo quando ci si sveglia non deve in alcun modo essere il timore di scendere per strada. <...> Ho avuto modo di parlare con una deputy di Takoma. Mi ha comunicato che l'aggressore e due suoi compagni sono stati catturati. Devo complimentarmi per la loro efficacia.
LC: Due compagni. Non si è quindi trattato di un solo uomo? E lei è a conoscenza delle identità di queste persone?
LF: Ad essere sincero, non sono stato capace di capire, durante l'attentato, quante persone fossero collegate all'uomo che mi ha sparato. Non sono del tutto a conoscenza di quale fosse il loro ruolo. Sicuramente lo Sceriffo può darle più informazioni di me al proposito. La Deputy Mackenzie mi ha detto che uno degli uomini che hanno fermato si chiama Frank Walt. Un pregiudicato uscito da poco da Fargate.
LC: Vorrei adesso concentrarmi, seppur brevemente, sui motivi che l'hanno portata a Roanoke. La pirateria è sicuramente il principale problema che il pianeta sta vivendo, ma non l'unico: una nuova colonia deve affrontare grandi sfide per riuscire a prosperare.
LF: Vede Miss Chernenko, credo che ogni persona su Roanoke stia cercando una rinascita. Ed io, non diversamente dai cittadini di Takoma, ho la forte speranza di trovarla qui. Sono su Roanoke perché credo di averne intravisto il futuro, le potenzialità, la forza. Ho una visione. E sono convinto di poterla rendere realtà. E desidero renderla realtà. Se lei pensasse di poter essere nel posto giusto al momento giusto, se pensasse di avere un compito, uno solo nella sua vita ed intravedesse la possibilità di adempierlo, non farebbe di tutto per percorrere quella strada? 
LC:  desiderio di rinascità è sicuramente ciò che ha spinto a Roanoke gran parte dei suoi abitanti attuali. Allo stesso tempo, si tratta di un desiderio nato da esigenze urgenti, talvolta drammatiche: gran parte di coloro che hanno deciso di migrare sotto il quarantunesimo cielo provengono dalla carestia di Greenfield, dalla devastazione della guerra su Bullfinch. Lei è nato nel Core, il percorso politico che l'ha resa noto è fortemente legato alla sua attività nei pianeti centrali. La mia domanda, quindi, è: ritiene di poter realmente rappresentare un popolo che ha una storia così diversa dalla sua? E se sì, è convinto che gli abitanti di Roanoke, che fino a poco fa erano profughi di guerra ed emigrati per fame, potranno riconoscersi in lei abbastanza da accordarle la loro fiducia?
LF: Lo so fin troppo bene. Ed fin troppo bene ho imparato le lezioni di storia dei decenni scorsi. E' vero ho conosciuto il mondo della politica su Agatha. Ma meno persone sanno che ho vissuto gli ultimi anni nel Rim, a Polaris e qui, nel sistema Dorado. Ho conosciuto le popolazioni di Clackline, Tauron e Richleaf. E la prima e più importante cosa che ho imparato su quei pianeti e che non si possono usare i pesi e le misure del Core, una verità che spesso alcuni membri del Senato dimenticano o scelgono di dimenticare. La maggior parte degli errori dell'amministrazione centrale svolti nel Rim sono causati da orgoglio. L'orgoglio di non ammettere che i propri metodi non sono universalmente esatti. Beh non lo sono. Bisogna conoscere il territorio e la gente. E la gente di Roanoke che viene da Greenfield e da Bullfinch creerà una comunità diversa da quella di Greenfield e di Bullfinch. E' già un sistema a parte, un essere vivente nuovo. Io credo in un pianeta del Rim che può evitare gli errori e gli orrori del passato. Credo in una memoria storica. Credo nel fatto che tra meno di un anno saremo tutti allo stesso modo cittadini di Roanoke. So che il percorso è tutt'altro che semplice. Ed ammetto di avere avuto i suoi stessi dubbi. Ma il modo in cui molti cittadini di Takoma hanno espresso la loro solidarietà nei miei confronti dopo l'attentato, mi ha dato un'incredibile speranza.
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Pochi giorni dopo l'attentato, lo Sceriffato di Takoma Springs è riuscito a individuare l'attentatore insieme a due suoi compagni, e ad arrestarlo dopo un inseguimento e uno scontro a fuoco in cui i due compagni sono rimasti fatalmente feriti. L'arresto è stato effettuato dal dipartimento dello Sceriffato nelle mani di Hall Point, in particolare dal deputy Olsen e dallo stesso head della stazione, Bill Blackbourne. Secondo quanto dichiarato da Hall Point, che ha anche condotto l'interrogatorio del responsabile, Frank Walt detto "Bimbo", l'attentato sarebbe stato commissionato da un uomo noto su Richleaf come "El Gemelo", che avrebbe motivi di screzio con Farahani dai tempi dell'impiego del Console a Richleaf. Insieme agli altri due attentatori, noti come "Jimbo" e "Mad", Walt sarebbe stato reclutato in un locale della malavita di Maracay, "la Bamba". Non sono ad oggi chiari i motivi esatti che avrebbero portato "El Gemelo" a commissionare l'attentato di Farahani, ma Hall Point sostiene che continuerà a indagare per risolvere il prima possibile la questione.

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Berishan Daily Telegraph, Maggio 2516

Cos'è IKON? La scomparsa di Lee Chernenko
La giornalista dell'A.G.A.P. scopre il progetto di un sistema di difesa e scompare.


Introduzione di: Sebastian Gray Holmes



L’autrice del seguente articolo, Lee Chernenko, è ufficialmente scomparsa da  più di nove giorni. Nessun messaggio, nessuna chiamata, nessuna risposta ai numerosi tentativi di contatto.
Prima di partire per Richleaf, alla ricerca di ulteriori informazioni su quanto state per leggere, mi ha affidato una copia del suo lavoro e di tutto il materiale raccolto fino a quel momento, pregandomi di custodirlo in un luogo sicuro; non avrei dovuto rivelare a nessuno (nemmeno a lei) l’ubicazione dei files,  ma avrei dovuto agire per pubblicare quanto in mio possesso qualora le fosse accaduto qualcosa.
Qualcosa è accaduto: durante il mio colloquio con il Capitano Coco Aguilar dell’Ottava Flotta, alla quale ho presentato la regolare denuncia di scomparsa, è emersa chiaramente la possibilità di un rapimento.

Conobbi Lee Chernenko ad Afghana, nel 2512, in occasione dei processi di guerra. A quel tempo, non fui in grado di darle l’aiuto di cui lei riteneva di avere bisogno.
Oggi, sono in grado di onorare l’impegno preso.
Lee Chernenko è una donna coraggiosa, che non si risparmia mai e cerca la verità ad ogni costo.
Chiunque abbia cercato di fermarla nella sua ricerca, abbia ora la consapevolezza di aver fallito: i dati citati nelle pagine seguenti sono stati consegnati alle autorità competenti.
Le indagini per il ritrovamento di Lee Chernenko sono già in corso.


Articolo di: Lee Chernenko



E' l'inizio maggio del 2516 e sono diretta a Roanoke su una delle poche navi cargo che effettua ancora quella tratta: il capitano del manipolo di coraggiosi che si arrischiano verso il Quarantunesimo Cielo sa perfettamente che lo spazio extra-atmosferico del pianeta è battuto dalle navi pirata della Flotta Nera di Bolton. Siamo a cena quando i sistemi segnalano al capitano un pod di salvataggio. Con me ci sono una mia collega, Melanie Bishop, e lo xinshou Andres Norum.
Assistiamo tutti all'apertura del pod di salvataggio, insieme al capitano della nave. I dati dicono che proviene da una nave chiamata "Stardust", capitanata da un uomo con un cognome korolevita: Rapajic. Di Rapajic non c'è traccia, ma il pod di salvataggio contiene uno Spa.Re. Robot con un sistema vocale impostato sul russo. Appare immediatamente chiaro che, chiunque abbia preferito mettere in salvo il robot piuttosto che se stesso, considrava qualsiasi cosa contenesse più preziosa della propria vita. 
Gli Spa.Re., prodotti dalla Blue Sun, sono stati progettati per aiutare i macchinisti e i meccanici di bordo ad effettuare riparazioni nello spazio, ma hanno anche una memoria capace di contenere informazioni. La memoria dello Spa.Re. che abbiamo tra le mani è protetta da una password, una parola d'ordine vocale che nessuno di noi conosce. Sia io che Bishop che lo xinshou Norum conosciamo il russo, e iniziamo a fare tentativi per sbloccarla. E' una password che è stata impostata di fretta, da un uomo spacciato, probabilmente dallo stesso Rapajic. Il robot sblocca i propri dati alla parola: "Svoboda". In russo, vuole dire "Libertà". 
Quello che vediamo poco dopo ci ammutolisce. Inizia a proiettare a mezz'aria una holografia tridimensionale che mostra nei dettagli una macchina complessa, circuito per circuito: è lo spaccato di un satellite munito di tiro automatizzato, del tipo usato normalmente per difendere mondi del Core. Una scritta tanto piccola da riuscire quasi a sfuggirci recita, in russo: "Sistema di Difesa Planetaria IKON".
Riesco a comprare dal capitano lo Spa.Re. e la sua memoria, poi stipulo un contratto di riservatezza con lo xinshou Norum. Decisa ad approfondire la storia con Melanie Bishop, porto lo Spa.Re. allo sceriffato di Takoma Springs, dove incontro Arch Stanton. Stanton, oltre che sceriffo su Roanoke e titolare della società di trasporti Black Ravens, è anche stato un ingegnere per la Blue Sun Capital City ed è stato lui stesso a progettare il prototipo dello Space Repair Robot. Dopo aver fatto firmare anche a lui un contratto di riservatezza blindato, gli chiedo di analizzare i progetti di Ikon e darmi un suo parere professionale su ciò che abbiamo tra le mani.
L'analisi di Stanton mi conferma che si tratta di un satellite da difesa automatico. E' armato di una batteria laser automatizzata con sufficiente energie per tre salve di energia. Ha un sensore potente quanto quello di una nave. IKON è progettato per lavorare con altri satelliti dello stesso tipo, ha un sistema di tiro estremamente preciso, triplo rispetto agli standard attuali. Fonti governative non confermate sostengono che il sistema sia stato rubato e che vi sia qualcuno già pronto a venderlo al migliore offerente.
Ivan Volkov una figura ambigua, di origini incerte, figlio di un pirata giustiziato e cresciuto nel rigore militare di Koroleva. Voci non verificabili sostengono si tratti di un indipendentista non arreso e quando chiedo a ufficiali della Flotta Alleata di parlarmene, mi dicono di diffidare, ma che "non ci sono prove". Brevemente lo conobbi anche io: mesi fa inizai a valutare di trasferirmi su Safeport per lavorare a un pezzo su uno degli ultimi pianeti liberi dall'Alleanza. Quando cercai protezione dalle autorità del pianeta rosso, fu con Volkov che mi venne organizzato l'incontro su Hall Point. Lì non rese chiaro il suo tipo di coinvolgimento nella dittatura militare, ma fu chiaro che, in qualche modo, era coinvolto: mi disse che non avrei dovuto fotografare i volti degli sceriffi e che avrei dovuto scrivere dell'ottimo lavoro che le autorità locali stavano facendo sul pianeta. Non andai mai a Safeport, rimandando il progetto e temendo che gli sceriffati del luogo non mi avrebbero permesso di vedere altro che quello che avrebbero preferito.
A sapere che Arch Stanton è stato contattato dall'Avantgarde siamo soltanto io e Melanie Bishop: anche i nostri redattori sono stati tenuti all'oscuro della storia. Melanie Bishop conosce Ivan Volkov: sperando di ottenere qualche informazione in cambio, lo informa di ciò che abbiamo trovato su IKON e gli dice, forse ingenuamente, che le analisi sono state condotte da Arch Stanton. Poche settimane dopo, Arch Stanton e i suoi uomini vengono aggrediti a Takoma Springs, Roanoke, da un gruppo di uomini a volto coperto, che gli chiedono di consegnargli i dati del progetto IKON. Arch Stanton non è in possesso di quei dati: parte del contratto che ha firmato stabiliva che non ne conservasse copie. L'incontro si conclude con una sparatoria senza feriti, ma poche ore dopo Arch Stanton mi contatta e mi avvisa dell'incontro, dicendomi che ritiene che presto gli stessi uomini che lo hanno aggredito verranno a cercare me.
Intanto le informazioni su IKON rimangono poche, e lasciano una quantità di domande e constatazioni su cui lavorare. Per quanto sembri effettivamente palese come il progetto IKON sia legato in qualche modo al governo di Koroleva, il primo grave quesito da porsi è: perché Koroleva si sta dotando di un sistema di difesa planetaria? IKON è un satellite all'avanguardia, tre volte più performante dei sistemi già in uso nel sistema Central, chiaramente ideato in tempi più che recenti? Koroleva è già stata pesantemente sanzionata dopo la Grande Guerra per il suo supporto segreto alla fazione indipendentista e, nonostante le limitazioni imposte alla sua industria bellica dal Governo Alleato Centrale, sta sviluppando un sistema con cui tutelarsi nel caso di un attacco esterno in forze. Ma il sistema Central è attualmente l'unico ad avere una flotta sviluppata e una potenza bellica che necessiti un tale impegno nell'essere respinta. Allo stesso tempo Sarah Shepard, dopo un'ultima guerra vittoriosa in cui ha però perso il controllo legale di Safeport e quello effettivo di Saint Andrew, su cui gli alleati respinti ancora non si azzardano a sbarcare, sa bene come mantenere la pace sia adesso cruciale. Considerato quanto sopra, ci si potrebbe chiedere se Koroleva non si stia preparando a scatenare un'altra guerra.

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Capital News, Giugno 2516

L'ESPLOSIONE ALLE TERRAZZE E' STATO UN ATTO DI TERRORISMO 
di Lee Chernenko 

Nel tardo pomeriggio del 27 giugno 2516 Capital City è stata sconvolta da una tragedia senza precedenti: il grattacielo delle Terrazze Verdi, luogo simbolo della capitale, è stato danneggiato da una potente esplosione che ha fatto crollare tutti i piani sotterranei e primi due piani in superficie. Un incendio ha lambito per quasi dodici ore parte del grattacielo a partire dal quinto piano, intrappolando numerosi superstiti le cui operazioni di recupero sono state svolte via aerea. Il conteggio delle vittime si è chiuso a 425 morti e 500 feriti, a cui si aggiungono ancora decine di dispersi e diversi soccorritori che hanno perso eroicamente la vita nello svolgere il loro lavoro nelle condizioni precarie della struttura. I feriti sono stati trasportati in quasi tutti gli ospedali cittadini, in particolare al più vicino Blue Sun General Hospital, al Plainsboro Hospital e al Mercy Medical Center. Le analisi degli esperti e la stessa opinione di ufficiali della Flotta Alleata confermano che l'esplosione sia stata causata da un atto doloso, ipotesi che sembra essere confermata dal messaggio che ha iniziato a circolare nelle reti cortex, riportante una citazione da un romanzo dell'Outer-Rim e una foto che ritrae vittime dell'ultima guerra nei pressi di Timisoara, la capitale di Bullfinch. Sebastian Gray Holmes, reporter e analista, ha ricostruito per noi l'ipotesi di quanto accaduto. 

IL GIORNO DOPO: I SOCCORSI CONTINUANO I LAVORI
Foto di Lee Chernenko 

 
 
 


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5 Suns News, Luglio 2516

Appena nominato Yiji della Shouye di Capital City, l'onorevole Andres Norum ha affidato alla stampa una lettera aperta in cui parla delle sue origini su Saint Andrew, del suo viaggio nella Shouye e, soprattutto, del suo impegno per il futuro, offrendo gratuitamente il suo lavoro per qualsiasi iniziativa tesa a migliorare le condizioni di vita dell'Outer-Rim.  
Seppure non il primo Yiji di origine rimmer, le parole di Norum risultano estremamente potenti se contestualizzate nello stato recente delle cose. Il  'Verse non è più unito sotto l'egida dell'Alleanza e forse non lo è mai stato: Safeport gestito dall'Esercito Indipendentista e Saint Andrew anch'esso di fatto indipendente ce lo dimostrano. Il Core è ferito da atrocità troppo frequenti: serial killers, fanatici religiosi e attentati terroristici sono entrati nella quotidianità del sistema Central, e Capital City sembra ormai il ricettacolo di ogni tragedia umana di questo angolo di universo. Ma si tratta solo di un angolo, e non il più ampio: fuori dal sistema Central, altri trenta pianeti sotto il controllo dell'Alleanza vengono fin troppo spesso lasciati a loro stessi, specialmente nell'Outer Rim. Se l'Alleanza ha conquistato tutto il 'Verse, non è di sicuro ancora riuscita a garantirgli sicurezza e prosperità. E ora sembra stia perdendo il controllo della situazione anche a Horyzon, il suo cuore pulsante. 
L'attentato di non confermata matrice indipendentista alle Terrazze Verdi ne è un esempio lampante. Il silenzio della Shouye di Capital City in seguito all'evento è stato assordante, e i precedenti vertici dell'Ottava Flotta Alleata hanno chiuso qualsiasi dettaglio sulle indagini alla stampa, non rilasciando interviste o dichiarazioni, neanche semplici comunicati. I cittadini sono inquieti e non sanno se c'è speranza di assicurare alla giustizia i responsabili della morte di più di quattrocento persone. Se l'Alleanza non riesce a rassicurare neanche coloro che sono nati e cresciuti nei pianeti-culla del loro governo, come può pensare di farlo con i popoli che fino a pochi anni fa ha trattato come nemici? 
In questo contesto l'appello del nuovo Yiji Andres Norum non solo è degno di attenzione, ma fondamentale per ricordare che il Core non potrà essere veramente in pace finché non saranno destinate all'Outer-Rim le risorse per crescere e prosperare, e l'autonomia necessaria a gestirle. Un impegno che non sia di semplice e paternalistica beneficenza occasionale, ma che aiuti a modificare la struttura del sistema e renda il Rim autosufficiente. La Shouye di Horyzon potrebbe - dovrebbe - avere un ruolo capitale in questo processo: l'intervento per Bullfinch dell'onorevole Yiji Daphne Kim al fianco di Abraham Stone è stato un ottimo esempio di intervento strutturale che è purtroppo rimasto un caso isolato.  
Se questo cambiamento non avverrà il Core continuerà a precipitare in una infinita spirale di violenza e rappresaglie e l'Outer-Rim continuerà ad organizzarsi e a muovere guerra all'Alleanza. Soprattutto, continuerà ad avere il diritto di farlo. 
Lee Chernenko 
 
Pubblichiamo di seguito in versione integrale la lettera dell'Yiji Andres Norum, sottolineandone i punti che abbiamo personalmente ritenuto salienti. 
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COME THE DAY"In quanto Yiji mi si chiede di non schierarmi, ma la verità è che schierarmi è il mio dovere." 
di Andres Norum 
Sono entrato a fare parte dell'Onorevole Shouye più di dieci anni fa. Al tempo, tra i giardini profumati di Agatha, non ero abbastanza maturo o abbastanza consapevole per comprendere fino in fondo cosa significasse. Ero stordito da un mondo completamente diverso da ciò che ero abituato a considerare la realtà. Sono nato in un villaggio in mezzo alla rigida foresta di Snow Shelter, a St Andrew. Nel cuore di una terra orgogliosa e violenta come lo sono gli inverni e i lupi. Da cui sono scappato, da cui sono stato portato via con molte promesse, ma intimamente con la sola speranza di salvarmi la vita. Per molti anni mi sono portato dietro il senso di vergogna. Ho lavorato strenuamente per integrarmi nel mondo che mi aveva adottato. Mi sono sentito inadeguato, spesso. Mi sono sentito orgoglioso, altre. Mi sono sentito inutile. Mi sono interrogato a lungo su cosa fosse l'istituzione di cui ero parte. Mi sono interrogato a lungo su quali erano gli scopi e quali erano le vocazioni che costruiscono le fondamenta della Casa. Sono riuscito ad arrivare a far parte della Casa di Capital City, un privilegio che sapevo essere enorme per qualcuno nato in quel lato del Verse dove molti faticano a sfamarsi. Sono arrivato a Capital City senza sapere esattamente cosa aspettarmi. Oggi, dopo molti anni, mi è stato offerto di diventare uno Yiji. Un titolo che porta con sè domande, doveri, obblighi, privilegi. Un titolo che mi impone di riflettere su ciò che sono, su chi sono, sulla realtà che mi circonda.Yiji Andres NorumNoi tutti siamo chiamati a fronteggiare la storia. Sia chi la subisce, sia chi la impone, sia chi cerca disperatamente di cambiarla, o chi cerca disperatamente di sottrarvisi. Ma siamo tutti costretti ad avere a che fare con essa. Ad avere a che fare con il ruolo che abbiamo, all'interno della nostra storia. Ad avere a che fare con il cuore della nostra natura. Non ho la presunzione di dire che cosa la Casa pensi o debba pensare di se stessa, sempre che le istituzioni possano avere davvero una visione come se fossero esseri senzienti. Ma mi sento in dovere di esprimere cosa essa rappresenta per me. Cosa rappresenta per me un titolo che mi è stato offerto dopo quattordici anni, un titolo che oggi ho il grande onore di vedermi proposto e che mai come oggi mi sento onorato di accettare. Come membro della Shouye, come Yiji, come rimmer, come uomo, mi sento chiamato a combattere. Sono chiamato a combattere per quella luce che rende gli esseri umani ciò che sono. Sono chiamato a stare in piedi di fronte all'orrore del passato, senza paura per il futuro. Sono chiamato a diventare un guardiano. Mi viene dato il dovere di indossare una divisa. Una divisa che non è blu come quelle dei soldati unionisti, una divisa che non è marrone come quella dei soldati Indipendentisti. La divisa che indosso ha molti colori ed è la divisa del genere umano. Essa è rossa, per il sangue delle migliaia di uomini e donne che sono morti e continuano a morire per la guerra, la fame, la carestia, la violenza, le malattie. E' trasparente come le lacrime che le madri, le mogli, i mariti, i figli continuano a piangere sulla tomba del nostro secolo. E' nera per il dolore che attraversa il Verse come un fiume. La mia divisa è tutto questo, questi sono i suoi colori. Ma il tessuto della mia divisa è la speranza, un tessuto più forte di qualsiasi altro materiale che esista o verrà inventato. Tanto forte quanto il fuoco dei cannoni. La sua voce è la voce dei nostri figli, delle nuove generazioni. E' la voce di tutti coloro il cui grido viene soffocato ogni giorno dalle vestigia del passato, e da chi con quelle vestigia si arricchisce. Quella voce, diventerà cosí forte da scuotere le fondamenta del Verse. E combattere per questo, è il mio dovere. Dovere che ho intenzione di adempire, onorare e portare avanti sacrificando per esso la mia stessa vita, se necessario. Quello che non sono disposto a sacrificare è la mia onestà intellettuale. Sarebbe una bella utopia pensare che bastino gli ideali per risolvere un disastro che è stato portato avanti con un accanimento e una precisione pari solo all'ipocrisia che il mondo della politica ha riversato su tutti i fronti e continua a riversare nelle strade come una malattia. Malattia che trasmetteremo ai nostri figli. Ai figli dei nostri figli. E mentre questa malattia si sparge, noi sfiliamo su scarpe da milioni di dollari, con abiti che da soli potrebbero pagare i medicinali per salvare un'intera famiglia colpita dall'Antrax Cutanea, o dalla prossima piaga che si abbatterà sulla gente del Verse. Mentre i sistemi affondano nel buio e nella disperazione, noi rimaniamo in esposizione come vasi preziosi, dietro ad uno schermo di vetro. Cosa vuol dire, essere uno Yiji? Cosa vuol dire, essere un membro della Shouye? Si presuppone che i nostri corpi e i nostri spiriti siano a disposizione dell'umanità per avere cura che essa non dimentichi mai il proprio nome. Eppure la cruda realtà è che l'umanità che serviamo nella maggior parte dei casi è quella minoranza nel Verse che può permettersi di pagare. Quella minoranza che può permettersi di comprare il biglietto per la sfilata e godersi una serata a sorseggiare vino e osservare abiti destinati a chi? Alla stessa minoranza. Lo trovo ironico. In un antico scritto della Terra-Che-Fu, si trova un racconto. Il racconto parla di due regni confinanti. La popolazione di questi due regni viveva nel costante terrore che i vicini, spinti dalla cupidigia o dalla fame, avrebbero finito con l'attaccare. Organizzavano costantemente ronde lungo il fiume che li divideva, e le colture morivano per l'incuria. Per risolvere il problema, i più potenti tra quelle due genti si unirono in un consiglio di regnanti che aveva lo scopo di controllare che i rispettivi popoli rispettassero le leggi che venivano imposte e non si attaccassero gli uni con gli altri come cani rabbiosi. Ma fu un saggio l'unico ad alzarsi durante l'assemblea e chiedere" "Quindi ora abbiamo i guardiani. Ma chi controllerà i guardiani?" Venne deriso. Ma in pochi mesi la discordia tra i potenti fu cosí grave che ora non solo i due regni combattevano tra loro, ma anche all'interno dello stesso reame sollevavano le armi tra loro. La Shouye è, o quanto meno dovrebbe essere, la risposta a quella domanda. In quanto Yiji mi considero soggetto alle leggi, ma non soggetto alla proprietà o al potere di una parte sociale su di un'altra, soprattutto se la ragione è dovuta al denaro che una parte sociale può o non può permettersi di pagare. Mi considero aperto al dialogo con i rappresentanti di ogni parte e ideologia del Verse, ma non mi aspetto che mi si chieda di essere una decorazione appannaggio di pochi. Mi si chiede di non schierarmi, ma la verità è che schierarmi è il mio dovere. Per l'unica fazione per cui vale la pena schierarsi: il futuro. Vorrei comunicare ufficialmente chenon chiederò alcun compenso in denaro per qualsiasi incarico che sia teso a migliorare la qualità di vita di vita di altri esseri umani, o a difenderne i diritti basilari, se il richiedente non è in grado di pagare. Tutto ciò che dovessi guadagnare da incarichi di diversa natura, verrà impiegato per finanziare gli incarichi pro bono, le attività e le iniziative che il destino vorrà mettermi davanti negli anni a venire. Viviamo in un Verse dilaniato da un conflitto e da un dolore che si sono radicati così profondamente nella realtà da avvelenare l'anima di intere generazioni. Alcune realtà soffrono più di altre. Ma la guerra é un concetto divenuto talmente assoluto da infettare concetti che dalla guerra non dovrebbero essere toccati. Allo stesso tempo, il conflitto che ha devastato il nostro mondo per decenni si è inaridito in un gioco di fazioni che a volte lo fa somigliare ad una tragica, grottesca partita di Pyramid. Quando dico "il nostro mondo", intendo il mondo degli umani. L'angolo di spazio che il genere umano si è ritagliato nell'universo, che i nostri avi hanno raggiunto, rischiando le loro vite. Che i nostri avi hanno costruito, per darci la possibilità di non estinguerci. Di amare, di vivere, di mandare avanti la nostra specie, dopo che avevamo rischiato di distruggerla. Ma il genere umano fatica ad imparare dai propri errori. Gli uomini sono creature misteriose, in grado di contenere un'ombra orrenda di distruzione. Eppure, c'è negli umani qualcosa di immenso e meraviglioso. Luminoso. In ogni umano, c'è quella luce. Qualcosa che ci è stato fornito all'alba dei tempi e che non muore, riesce a sopravvivere. Sempre. Comunque. Nonostante il dolore. Nonostante il devasto che noi stessi ci provochiamo o che ci venga provocato dagli eventi. Quella luce, è comune ad ogni uomo, donna o bambino. Sia esso nato da un lato o dall'altro della barricata che abbiamo eretto tra i nostri mondi.  Quella luce è la luce che permette al genere umano, alla specie umana, di affrontare e vincere, di rifiutare l'estinzione. E' la luce che ha guidato le Arche fino a qui, è la luce che ci permetterà di costruire una nuova era. Alcuni, tuttavia, la dimenticano. Dimenticano quella che hanno dentro, dimenticano di poterla vedere nei loro fratelli e sorelle. Altri vengono corrotti dal potere, dalla cupidigia, dall'orgoglio. A volte vengono solo schiacciati dal dolore. Il nostro tempo è un tempo che ha visto quella luce farsi sempre più flebile. Il nostro tempo è un tempo che si sta spegnendo sotto il peso di se stesso. E' un tempo che ha bisogno come mai prima d'ora di tornare ad accendersi sotto la forza della nostra unione. Come the day. 

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5 Suns News, Settembre 2516

Uccisa l'attentatrice della strage alle Terrazze Verdi 
di Lee Chernenko
L'attentatrice responsabile della strage delle Terrazze Verdi in cui rimasero uccise più di 400 persone, secondo fonti militari, sarebbe rimasta uccisa a Richleaf durante un blitz del reparto assaltatori dell'Ottava Flotta Alleata, mirato a catturarla. La cosiddetta "Callisto", identità reale ancora ignota, era stata individuata grazie alle registrazioni dei video di sorveglianza delle Terrazze Verdi, che la mostravano armata di pistola e travestita da donna delle pulizie, si suppone per avere più facile accesso ai condotti d'aria da cui si sarebbe generata l'esplosione, come ricostruito dalla scientifica della 8th Fleet. 
Il blitz, avvenuto in forze sul pianeta di Richleaf, Polaris, è stato commentato dall'ammiraglio Solomon Wolfe con le seguenti parole: "siamo felici di poter annunciare questo successo alla cittadinanza e di testimoniare, un'ennesima volta, che l'Outer-Rim non può aiutare nessun criminale a sfuggire alla giustizia: la mano alleata continuerà ad arrivare ovunque"

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Capital News, Settembre 2516
Arrestato l'Yiji Lars Wolfwood per fatti connessi all'attentato alle Terrazze Verdi
 
di Lee Chernenko 
La sera scorsa, nell'ambito delle indagini sul drammatico attentato alle Terrazze Verdi di Capital City che, solo pochi mesi fa, ha fatto più di quattrocento vittime, l'ammiraglio Wolfe dell'Ottava Flotta si è recato presso la Shouye della capitale, dove ha prelevato con un blindato a serene spiegate l'Yiji Lars Wolfwood, per condurlo alla base alleata e interrogarlo sui fatti. Poche ore più tardi, la Flotta ha rilasciato una dichiarazione ufficiale informando dell'arresto di Wolfwood perfalsa testimonianza, omissione e reticenza in sede di interrogatorio. 
[ L'articolo multimediale incorpora il video di Lars Wolfwood che entra nel blindato con le insegne della Flotta, mentre Lee Chernenko fa domande sul motivo della sua presenza a Solomon Wolfe. ] 
Il coinvolgimento nelle indagini di Wolfwood è legato al suo stretto rapporto con Ezra Crane, giovane rimmer ricercato e attualmente ancora latitante, sospettato di essere coinvolto nell'attentato alle Terrazze, probabilmente come ideatore. Ezra Crane, protetto di Wolfwood e a lui sufficientemente vicino da aver frequentato la stessa sede della Casa di Capital City, è un nome già noto alle autorità per una denuncia a suo carico di aggressione a mano armata, lesioni gravi e violenza sessuale, crimini per i quali sarebbe stato identificato dalla sua vittima ma che mai sono giunti in tribunale per "mancanza di prove". Un testimone, che ci ha chiesto di rimanere anonimo, ha inoltre rivelato di essere stato vittima di una tentata violenza da parte dello stesso Crane, di cui Wolfwood sarebbe venuto a conoscenza poco più tardi. 
Indagini condotte su Richleaf dall'autrice di questo articolo in collaborazione con la Flotta Alleatacollegano Ezra Crane all'esecutrice materiale dell'attentato, nota con il suo nome falso "Callisto Soledad", che sarebbe stata ceduta da un boss locale (detto "El Gemelo") a Crane stesso, come ricompensa per l'omicidio (in verità solo simulato) di un politico del Core. Crane avrebbe quindi commissionato a Callisto Soledad il piazzamento delle cariche e, ad attentato completato, per evitare le conseguenze della sua menzogna, avrebbe ucciso su Richleaf "El Gemelo", dando inizio a Maracay a una guerra tra bande che continua tuttora a fare morti innocenti. 
Secondo una testimone residente a Maracay e vicina al Gemelo e alla stessa Callisto Soledad,l'attentatrice avrebbe collaborato nel posizionamento delle cariche e nel loro successivo innesco proprio con Lars Wolfwood e una ex dipendente della Blue Sun attualmente irreperibile: Astrid Edwards 
Come mostrato dalle telecamere di sorveglianza delle Terrazze Verdi, Wolfwood e Edwards si trovavano nella struttura poco prima dell'attentato, e la hanno lasciata circa venti minuti prima dell'esplosione. Entrambi insieme ed entrambi al piano sotterraneo più danneggiato dall'esplosione (quello della vasca degli squali), si sono divisi quando Astrid Edwards è entrata in un bagno pubblico dotato di una telecamera misteriosamente non funzionante, e l'Yiji Wolfwood è rimasto all'esterno dello stesso bagno, impedendo visibilmente ad altre persone di entrarvi fintanto che Edwards era al suo interno - nonostante il bagno fosse in funzione e normalmente dotato di un antibagno, vari lavandini e più box wc -. Le rilevazioni della scientifica hanno successivamente determinato che proprio dai condotti d'aria di quel bagno sia partita l'esplosione che, danneggiando il pilastro portante, ha determinato il crollo di parte della struttura. 
Gli inquirenti non hanno comunque ancora elaborato accuse ufficiali per il crimine di concorso in strage, e l'assenza di prove schiaccianti potrebbe portarli a rinunciare a un processo in tale senso. L'unica cosa certa, ad oggi, è che l'Yiji Lars Wolfwood dovrà rispondere delle accuse di falsa testimonianza, omissione e reticenza in un interrogatorio svolto nell'ambito delle indagini del più grave atto terroristico nel Core degli ultimi dieci anni. L'ultima parola sulla sua innocenza o colpevolezza sarà in mano a una giuria di suoi pari. 

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Universal Times, Ottobre 2516

Hall Point ha ucciso Lijun per diecimila dollariI messaggi scioccanti tra i membri dello staff della stazione rivelano l'organizzazione e l'esecuzione dell'omicidio.
di Lee Chernenko e Sebastian Gray Holmes

Jiang Lijun ha quarantasette anni e, quando viene ucciso da due colpi di fucile, sta inaugurando l'Albatross Restar Centre nel quartiere di Twigscane, Helena, Spartaca. L'Albatross è un centro pensato per la disintossicazione e il recupero dei tossicodipendenti: la zona - un ghetto popolato da una delle poche nutrite comunità asiatiche del pianeta - è devastata dalla droga e dalla povertà, che spesso conduce alla criminalità, aiutata dalla negligenza delle autorità locali. A tenere le fila del traffico di droga è Ah Kong, "La Compagnia", un'organizzazione criminale che si dice guidata da Hylam-kia, un boss che sarebbe rimasto al potere per circa trent'anni. 
 
Lijun nasce a Twigscane. Quando è ancora bambino i suoi due fratelli maggiori muoiono, in due occasioni diverse, vittime di scontri armati. Ha trent'anni quando sposa Suyin, e con lei inizia a combattere contro la tossicodipendenza nel quartiere, organizzando attività di volontariato e reinserimento di tossicodipendenti e vendita, con guadagno nullo, di medicinali per terapie di disintossicazione. Nel 2511 decide di entrare in politica ed è nel corso dell'ultimo anno che riesce a ottenere un discreto consenso: un consenso incredibile per un asiatico, in un pianeta - quale è Spartaca - dominata da una classe media fortemente razzista e governi che hanno per secoli propugnato leggi discriminatorie nei confronti della popolazione asiatica, decimatasi anno dopo anno. Un consenso tale da far pensare che avrebbe potuto vincere le elezioni comunali, diventando il primo esponente della comunità asiatica a riuscire a entrare nel consiglio cittadino. 
 
 
I possibili moventi dell'omicidio si affastellano, spesso si sovrappongono: chi ha eliminato Lijun potrebbe averlo voluto fuori dal consiglio cittadino, là dove il Workers' Democratic Party (WDP) ddi cui fa parte riesce a conquistare sempre un unico seggio, e l'elezione di Lijun vorrebbe dire fargli occupare un posto destinato a qualcun'altro. C'è il motivo economico: il suo lavoro per risolvere il problema di tossicodipendenza a Twigscane lavora senz'altro contro chi quella droga la vende, ricavandoci grandi quantità di soldi sporchi. Infine, c'è quello razziale: dalla rivoluzione degli Spartians, quasi duecento anni fa, gli asiatici sono stati espulsi o sterminati, e sono adesso ghettizzati, tenuti a forza con la testa bassa. Jiang Lijun e sua moglie Suyin, invece, hanno imparato ad alzarla.
 
Gli sceriffi locali ignorano quasi completamente il caso. Cercando, siamo noi a trovare il primo fucile di precisione che ha sparato contro Lijun, abbandonato in un appartamento sfitto di fronte all'Albatross Centre, popolato perlopiù da senzatetto e sbandati. Il secondo fucile viene invece ritrovato da un collaboratore in un palazzo affianco, in un appartamento affittato con un IdN falso, nome: Richard Hurt. Il volto sul documento falsificato, tuttavia, non è sconosciuto: corrisponde a quello di Alban Darko, già pregiudicato intento a scontare, dopo una pena detentiva, la libertà vigilata su Horyzon, Capital City. Darko viene immediatamente arrestato e, rifiutatosi di indicare i suoi collaboratori, viene condannato in un processo lampo per omicidio premeditato. 
 
I suoi dati IdN indicano che, nel momento dell'assassinio, lavorasse per lo skyplex di Hall Point. 
 
Ed è proprio da uno stralcio scioccante del database di Hall Point riguardo l'assassinio di Lijun che ci aiuta a mettere insieme i pezzi mancanti. A partire dal mandante dell'omicidio: Morgan Hammer, consigliere eletto nell'Old District di Helena e membro del partito maggioritario della città, il National Spartachian Congress (NSC). Nato a Frankfurt, Hammer si è fatto strada come banchiere, fino a diventare amministratore dellla Construction Bank. In seguito è diventato Tesoriere di Helena ed è stato eletto nelle ultime elezioni cittadine. Di lui, pochi sanno come detenga la quota maggiore del Calypso Casinò, e meno persone ancora sanno ciò che è noto invece ai membri dello staff di Hall Point coinvolto nell'organizzazione dell'omicidio di Lijun: "Mister Hammer", si legge nel database, "è un personaggio legato al traffico di droga proveniente da Spartaca [...]. Mr. Hammer è abbastanza sicuro che alle prossime elezioni quest'uomo [ndr: Lijun] possa riscuotere molto successo e comincerà politiche di integrazione razziale. Questo, per i nostri affari, potrebbe rivelarsi dannoso dati gli accordi con Mr. Hammer. Quest'ultimo mi ha chiesto di togliere di mezzo Lijun, in maniera discreta [...]. Stiamo parlando di un lavoro di 10.000 $."
 
Sono queste le parole dell'head di Hall Point Sharon Mackenzieche successivamente incaricherà Alban Darko e un manipolo di suoi dipendenti di organizzare l'assassinio di Jiang Lijun. Molti dei nomi che si susseguono nei messaggi sono noti, alcuni spaventosamente noti. 
 
A decidere chi sarà a organizzare l'omicidio è Esme Rodriguez, security runner di Hall Point e nota per essere la candidata favorita al posto di Sceriffo di Takoma Springs, Roanoke. Ma non è l'unica conosciuta: tra coloro che si esprimono sull'attentato, dando consigli e proponendo suggerimenti, appare anche Gustav Beauregard, medico noto per aver sintetizzato e lanciato sul mercato la Love Sugar, l'ultimo ritrovato delle droghe afrodisiache legali. 
 
Darko viene nominato caposquadra, e al lavoro vengono assegnati Augustus Cassady, Christopher Diedrich e Oliver Becker, nativo di Spartaca. E' proprio quest'ultimo a proporre di sparare a Lijun durante l'inaugurazione dell'Albatross Centre; intanto, Darko si occupa dell'organizzazione, degli uomini sul campo, dei sopralluoghi, della lista di armi ed equipaggiamento necessari, degli IdN falsi e di pianificare la fuga. Il suo piano è preciso e non lascia nulla al caso: comprende addirittura l'esplosione di un palazzo alle spalle dell'Albatross che possa creare il caos, distrarre l'attenzione e facilitare la fuga: quello stesso palazzo che crollando farà dodici vittime innocenti. Ecco ciò che scrive:
"[...] A partecipare saremo in quattro: il sottoscritto, Cassady, Diedrich e Becker.
Il giorno dell'inaugurazione ci dividiamo in due squadre.
Becker e Cassady si piazzano a nord, su un palazzo a 110 m dal centro, con un fucile di precisione. Becker spara, Cassady gli fa da supporto.
Io e Diedrich siamo nella casa opposta, sempre a 110 m.
Quando arriverà il politichello, aspetteremo il momento del discorso, o del tipico taglio del nastro per inaugurare. Quindi, a Becker spetterà il primo colpo.
Noi dell'altra squadra saremo in contatto con loro dal C-Pad. Se Becker sbagliasse il colpo, toccherà a me correggerlo con un secondo colpo.
E poi la fuga: avremo precedentemente piazzato un ordigno esplosivo all'interno di un terzo palazzo.Cassady lo farà esplodere a distanza in modo da dare a lui e a Becker il tempo di fuggire a bordo di una moto che si saranno precedentemente portati.
Loro due procederanno verso Frankfurt, il posto di cui Becker è originario, e vi rimarranno nascosti per un po'.
Per quanto riguarda me e Diedrich, dovremmo poter andare a Spartaca come scorta di un mercantile, quindi avremmo una copertura per tornare indietro dopo qualche giorno di -penso-ordinari controlli.
Sto cercando di far procurare per Cassady e per me e Diedrich degli IdN falsi.
Ovviamente durante l'attentato avremo tutti dei pasamontagna e dei guanti per non lasciare impronte digitali. E dopo gli spari molleremo sul luogo TUTTO quello che ci è servito all'attentato, in modo da farci trovare PULITI."
Una lunga lista di preparativi andati a buon termine e, infine, il messaggio conclusivo che conferma al morte di Lijun e che "tutto è andato come previsto. [...] La squadra ha fatto il suo dovere". 
 
Quindi Sharon MackenzieAugustus CassadyAlban DarkoEsme RodriguezOliver DeckerGustav Beauregard. Ma i nomi non finiscono qui, e la lista di chi ha partecipato all'organizzazione dell'attentato, in maniera più e meno incisiva, si allunga. Nicole MooreFaith DonnellyLogan BaileyMeng GarciaSheridan OlsenJackson Simon. Hall Point si dimostra una macchina di morte collaudata che svela finalmente la sua vera natura: quella di signora della droga e della guerra. 
 
E mentre Hall Point incassa i suoi diecimila dollari, la popolazione asiatica di Spartaca di ribella: bistrattati e infamati dai giornali locali, tutti di stampo marcatamente razzista, gli abitanti del quartiere di Twigscane hanno dato vita a una serie di proteste e rivolte aggressivamente represse dagli sceriffi locali, ma che potrebbero sconquassare l'intera città. Costringendo forse finalmente la classe politica di Helena a fare i conti con la gente fino ad ora marginalizzata e ghettizzata per troppo tempo. 
 
In fondo, forse, è ciò che Jiang Lijun avrebbe voluto.
 

[ IN CODA ALL'ARTICOLO SI TROVA UN LINK CORTEX A UNA PAGINA CONTENTE LE TRASCRIZIONI DI UN ESTRATTO DEL DATABASE DI HALL POINT, CONTENENTE LA DISCUSSIONE INTEGRALE SULL'OMICIDIO LIJUN. NELLE EDIZIONI CARTACEE (RIM E BORDER) VENGONO PROPOSTI SU CARTA SOLO ALCUNI ESTRATTI. PER ACCEDERE: CLICK ]

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Universal Times, Ottobre 2516

Twigscane in rivolta 
articolo e foto di Lee Chernenko 
A Twigscane, ghetto asiatico di Helena tragicamente noto per l'omicidio da parte di Hall Point di un politico e attivista locale, Jiang Lijun, le tensioni tra forze dell'ordine e popolazione locale sono esplose ieri, quando gli sceriffi del distretto hanno invaso i locali dell'associazione Albatross e hanno ammanettato senza spiegazioni e con metodi violenti la vedova Suyin Lijun, un suo collaboratore, la sua scorta e la stessa autrice di questo articolo.
 
Il tentativo di portare il drappello di arrestati alle jeep dello sceriffato ha attirato l'attenzione degli abitanti della zona, che sono andati radunandosi impedendo la conclusione dell'arresto e causando il precipitare della protesta, arrivata allo scontro violento quando una seconda delegazione di sceriffi è giunta per dar supporto a coloro che avevano effettuato la retata. Il quartiere di Twigscane è rimasto teatro di scontro violento per le successive ore, fino al suo esaurimento.
 
Dopo la morte di Jiang Lijun la popolazione asiatica del distretto di Twigscane ha visto drammaticamente sfumare la più immediata chance di ottenere un posto e una voce nel City Council di Helena. Senza uno sbocco democratico per le rivendicazioni di emancipazione e uguaglianza che percorrono il quartiere ormai da mesi, episodi di rivolta anche violenta sembrano destinati a una rapida escalation.
 
[ Seguono una serie di foto fate dall'alto a una porzione della strada di fronte all'Albatross Centre, nonché un video, che mostrano fiumi di persone di etnia orientale scontrarsi con due distinti e nutriti gruppi delle forze dell'ordine dello sceriffato, composti esclusivamente da uomini bianchi. ]
 
 
 
 
 
 

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