Dorme. Dorme? Non ne è mai veramente sicura. Forse finge per non farla preoccupare. Gli poggia l'orecchio sul petto per sentire se il cuore e il respiro vanno lenti e a fondo come quando qualcuno dorme. Ma continua a non esserne sicura, allora perde un po' di tempo a tracciargli sentieri tra le cicatrici. Ne esplora uno nuovo ogni volta che riescono a vedersi, a strappare ai rispettivi agenti di scorta due ore nello stesso angolo di città. E' una città così piccola, pensa Lee, che è assurdo che non si incontrino in giro più spesso. Non che lei possa andarci così tanto, in giro. Quando è sicura che dorma (ma non lo è mai) scivola via dal letto, si mette addosso un maglione ed esce sul balcone a fumare. Winston la guarda con le orecchie abbassate. E' troppo vecchio per uscire con questo freddo.
E' sicuro di averlo intravisto in strada, qualche giorno prima. Saperlo a un tiro di schioppo da dove è lei la rende più inquieta di sapere la sua vita in pericolo, Hall Point sulle sue tracce. Per Hall Point ha un piano, più o meno. Ha schematizzato a vari livelli la gravità della merda che potrebbe pioverle addosso da un momento all'altro, e per ogni livello ha un'exit strategy. Se casa sua salta come posto sicuro, ha il monolocale di Dylan che ha continuato a pagare dopo la sua scomparsa. Se provano a rapirla e falliscono, ha individuato almeno cinque safe houses in cui può rifugiarsi nell'emergenza. Se viene ferita, può farsi curare al Blue Sun General Hospital, mettere una scorta fuori dalla porta, avere Zoey vicino. Se la Flotta viene infiltrata, chiederà ad Aguilar e a Drake di portarla fuori da Horyzon, su Meili. Da Meili partirà per Clackline, dove chiederà ai Cordier ospitalità e discrezione, e se la rifiuteranno si cambierà temporaneamente faccia e andrà in un pianeta devastato dalla guerra in cui Hall Point non possa avere affari - Shadetrack, forse, o forse addirittura Hera -. A Hera potrebbe forse riuscire a ritrovare anche 'Bastienne, addirittura Hilda, chiedere a loro asilo, aiuto, in cambio di due braccia in più per ricostruire. E se invece Hall Point la catturerà: ha un piano anche per quello. Uno scambio anche per quello. Lee Chernenko è una persona orgogliosa, ma il suo orgoglio non l'ha mai fatta rinunciare alla vita. Non le ha mai impedito di lottare per la vita.
Fa freddo, al quindicesimo piano fa ancora più freddo. Tutti gli appartamenti in cui ha vissuto se li è scelti per la vista: da quello su cui sta adesso può vedere gli altissimi palazzi di Dogtown, a dieci miglia a nord, e gli altissimi palazzi del centro di Capital City, lontani a sud. Quindici piani sono pochi, a confronto. Erano pochi anche i piani del palazzo a Saigon Drive, erano pochi i piani del Building 84 su cui trovò arrampicato Paul Carraway la prima volta e quelli di casa sua su Prospect Boulevard. Però avevano tutti un'ottima vista.
I Cordier prenderebbero mai uno sconosciuto in casa, e Gray sarebbe mai in grado di vivere con degli schiavi? 'Bastienne non gli permetterebbe di varcare la porta di casa sua, Hilda gli sparerebbe in mezzo agli occhi come ha fatto con ogni Corer che ha conosciuto in vita sua. E comunque né su Hera né su Shadetrack riuscirebbe mai a trovare gli analgesici che manda giù come caramelle, né su qualsiasi pianeta del Rim, per quello che vale. Lee consegna la sigaretta al vento e rientra in casa, raggiungendo i piedi del divano-letto su cui l'ha lasciato. E' solo un uomo, pensa. Di carne e sangue, di spalle larghe e ossa fragili. Addormentato, le sembra infinitamente piccolo. Così piccolo che potrebbe chiuderlo in un palmo. Apre la mano davanti al proprio volto, a braccio teso, lasciandosi ingannare dalla prospettiva.
Ha pianificato un'exit strategy, ma l'ha pianificata per uno soltanto, e la consapevolezza non la lascia dormire la notte: sa che lui di exit strategy non ne ha. Le ha già detto che non ha intenzione di infilarsi nell'ennesimo programma di protezione testimoni, vada come vada. Se così non fosse l'avrebbe probabilmente già lasciato con un bacio nel sonno e una dichiarazione d'amore e d'addio infilata sotto il cuscino. Dichiarazioni d'amore e d'addio: le sa scrivere, ne ha già scritte. Ce le ha tutte Harvey Morgan nascoste in un'unità di memoria.
Nessun addio: adesso è qui, inchiodata, e non può andare da nessuna parte. Forse al matrimonio di Zoey, forse un weekend a Corona, forse in un'altra casa per sfuggire a Jozef Draznek che la cerca per farle domande a cui non sa rispondere, perché la verità è che non ha mai cercato le risposte, anche se il contatto dell'agenzia se l'è sempre portata dietro, da quando l'ha cercato l'ultima volta che è andata a Koroleva prima dell'inizio della guerra. La Grande Guerra. L'agenzia.
In punta di piedi - lenta, lentissima per non svegliarlo - scava nel fondo di uno degli armadi fino a trovare una scatola da scarpe consumata dal tempo. Nella penombra di una distante illuminazione stradale, la apre. Ci sono due anelli di fidanzamento. Il più recente - quello che le regalò Yahn Fharsen - è il più lontano nella sua coscienza. Il secondo se lo prova all'anulare sinistro. Sorride dell'ingenuità di se stessa sedicenne, che riusciva a vedersi così: con un anello al dito. Lo ripone. Cerca ancora, fino a trovare il biglietto dell'agenzia. Se lo rigira tra le dita, il contatto lo sa a memoria. Forse dovrebbe nasconderlo meglio. Forse dovrebbe bruciarlo.
Gray geme nel sonno: il dolore presto lo sveglierà, come ogni notte. Lee si affretta a richiudere tutto, riporlo con l'ansia con cui si ripongono i segreti. Torna verso di lui e lo guarda mentre lui schiude gli occhi, cerca per terra le sue pillole.
"Te le ho nascoste", gli dice la guancia pizzicata da un sorriso furfante.
"You lil' scamp", risponde lui, trascinandosela addosso.
