Mancano pochi minuti alla mezzanotte, il quartiere è in festa. Lee Chernenko guarda in alto, verso la finestra dell'appartamento di Dylan Khan. La luce accesa alimenta la sua inquietudine: sapeva che sarebbe tornato, prima o poi, lo sapeva. L'ha dubitato, a Hall Point? Quando ha detto a Siddartha che un suo amico era morto sotto il crollo delle Terrazze Verdi, l'ha considerato perso per sempre? L'ha tradito?
E' una vita che non si trovano geograficamente così vicini. Unidici e cinquantatré: le basterebbe entrare nell'atrio (ha le chiavi), prendere l'ascensore, aspettare mezzanotte e poi suonare alla porta. Sarebbe un'entrata sufficientemente drammatica da fargli storcere il naso, dargli qualcosa su cui rimproverarla, ristabilire il rapporto. La tua vocazione per le entrate d'effetto produce risultati sempre più scadenti, Lynn. Oppure era così prevedibile che ho predisposto due bicchieri di champagne, Lynn. Sarebbe stato qualcosa di molto asciutto, di silenzioso. Non era mai davvero riuscita ad abbracciarlo come abbracciava tutti gli altri - a stringerlo con la stessa energia. Era sempre scappato.
Undici e cinquantacinque, forse avrebbe dovuto rimanere da Gray. Avercela con lui è ingiusto, lo sa, ma non è la prima volta che testa e cuore le vanno in posti diversi, quando si tratta di lui. Quando è andata via gli ha scritto di andare avanti, ma non ha mai avuto il diritto di indicargli in che direzione. L'ha manipolato nello spingerlo a tornare a New London, a farsi vivo con i suoi, perché aveva stupidamente assunto la missione di farlo ricongiungere con la sua famiglia, con suo figlio, con sua moglie, per fargli avere qualcuno in cui rifugiarsi quando lei, inevitabilmente, sarebbe andata via. Ma non è sua moglie la persona da cui è andato (non la moglie di David O'Leary, almeno), e pensarlo con l'ex moglie di Sebastian Gray Holmes su Whitmon - quando Whitmon era il loro obiettivo di fuga, la loro possibilità di pace - l'ha fatta sentire tradita, insofferente. Non è per questo che sono quasi morta, avrebbe voluto dirgli, ed è scappata da casa sua perché sapeva che altrimenti l'avrebbe pronunciato. Anche se non ne aveva il diritto. Anche se è stata un'ipocrita a sua volta - anche se andò su Whitmon la prima volta con Dylan e anche se era stato Dylan a chiederle di tornarci con lui, di fuggirci con lui. Pensa alle aragoste vive intrappolate nelle pentole d'acqua bollente che poi le uccideranno, in tempo per servirle su un piatto. L'immagine le fa rivoltare le viscere.
Due minuti a mezzanotte, ed è sola. Dovrebbe girare i tacchi e andare da Gray, parlargli di tutto ciò che è successo a Hall Point, delle persone che ha incontrato e dei libri che ha letto, di come se l'è cavata - nonostante tutto - senza che nessuno le desse neanche un pugno in faccia. Delle sue sette vite, e non le abbia ancora neanche lontanamente usate tutte. Dovrebbe baciarlo e nascondersi con lui sotto le coperte, e stringerlo come Dylan non si è mai fatto stringere, e dirgli che andranno a Whitmon insieme, a New London insieme, a Blackrock insieme, in ogni angolo del 'Verse insieme. Promettergli di essere qui, adesso, di non avere alcun desiderio di andare via di nuovo, di non volere altra persona al mondo al suo fianco. Dirgli: da adesso in poi siamo io e te, Lee e David. Non importa quanti Golia incontreremo sulla nostra strada - non ti scriverò mai più una lettera d'addio.
Mezzanotte esplode di suoni, di fuochi d'artificio, di botti e musica. Non sa dov'è Gray, ma sa dov'è Eddie. Lassù. E lei è giù in strada. Ci rimane ancora pochi minuti, poi si strofina la mano sulla faccia e, con la frustrazione agganciata ai muscoli, se ne va via.
Dylan, che l'ha guardata da dietro le tende fino a quel momento, si sposta dalla finestra e va a mettere via il secondo bicchiere di champagne.
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I fucked it up
I rest my case