sabato 3 gennaio 2015

like a review of all of my sweet, sweet nothings

11:17 Elian [marciapiede]   « Andres lo sta aspettando all'esterno del Corner, con la schiena premuta contro il muro e un alto bicchiere di caffè bollente tra le dita. Indossa abiti semplici, sbiaditi dal tempo: scarponi solidi, dei pantaloni caldi e un maglione largo sotto un cappotto abbondante e, in alcuni punti, logoro. Una sciarpa, uno guardo un po' sfuggente, dei capelli biondi sforbiciati in maniera disordinata, molto più corti di come Andres è abituato a ricordarla. Ha perso diversi chili su Hall Point e non li ha ancora recuperati tutti, ma quantomeno ha un buon colorito e sembra, nel complesso, in buona salute. »

11:23 Andres [marciapiede]  « Ad avvicinarsi al piccolo locale, e di conseguenza ad Elian nel quartiere popolare in cui si trovano, è in effetti quella che sembra un'auto diplomatica a vetri oscurati, che accosta al marciapiede proprio di fronte alla giornalista. Si ferma. Una portiera si apre con un clicchio meccanico. La figura slanciata dello Yiji emerge avvolta in un semplice cappotto nero, con una sciarpa rossa intorno al collo e un paio di guanti scuri. I capelli sono sciolti sulle spalle. Si piega all'interno del mezzo per dire qualcosa all'autista, cortesemente, poi richiude la portiera. Si volta verso di lei, osservandola con le labbra che si piegano in un sorriso lieve.Inspira a fondo. E' abbastanza evidente che si sforza di contenere tutta una serie di emozioni. » Chi era il tuo parrucchiere su Hall Point? Dovresti denunciarlo. « E' la prima cosa che dice, con ironia dolce. »

11:26 Elian [marciapiede]   « nell'individuare Andres ha, nello sguardo, qualcosa di inquieto, un'attesa vibrante e un po' apprensiva, di un animale diffidente. Accena un sorriso sfuggente e sospeso mentre lui si avvicina, si stacca con la schiena dal muro e si mette dritta, guardandolo in silenzio. Qualsiasi fosse la causa di tensione, comunque, si scioglie rapidamente e con facilità alla battuta di lui. Sorride (questa volta in modo più compiuto) e si passa la mano libera tra i capelli, ottenendo di sciogliere qualche nodo e renderli comunque ancora più disordinati -. » you think? A me piacciono, pensavo di tenerli. « parla a mezza voce, con un guizzo pulito negli occhi chiari. » non mi rimprovererai anche tu, vero?

11:30 Andres [marciapiede]  « Alla domanda di lei gli occhi si abbassano. La lingua passa velocemente tra le labbra. Si concede un sospiro vagamente rassegnato, avanzando di un paio di passi e aprendo le braccia nell'invito ad un abbraccio. » Ho smesso di rimproverare la gente. Non mi ascolta mai nessuno in ogni caso. « Rispetto all'ultima volta che lei lo ha visto, la barba è tornata rasa, rivelando nuovamente i lineamenti delicati. Tuttavia, non ha perso dal volto o dagli occhi la sensazione di maturità in contrasto con il viso efebico, a cui si aggiunge un velo di stanchezza. »

11:33 Elian [marciapiede]   « il sorriso si fa un po' obliquo, ma ugualmente sincero. Sospira di sollievo e, al suo gesto, gli si fa incontro volentieri: curandosi di non rovesciare il caffè, va a circondargli il busto con le braccia, cercando di strappargli un abbraccio che da parte sua sarà serrato, per qualche secondo vigoroso. » thanks. « gli mormora addosso, con la guancia premuta contro il suo petto. » come stai?

11:37 Andres [marciapiede]  « La accoglie cingendole il corpo con le braccia, una mano le massaggia piano la schiena, un gesto istintivo, affettuoso. Si concede di chiudere gli occhi per un singhiozzo di sollievo per alcuni istanti, mentre lei stringe la presa contro il suo busto. Rimane in silenzio. La portata della sua angoscia prolungata viene parzialmente rivelata solo in quel momento di contatto fisico, più che nella conversazione. » Sono vivo e in salute. Non ho corso alcun rischio reale e per ora il numero delle persone che mi vuole morto è limitato, quindi posso dire di stare piuttosto bene.

11:40 Elian [marciapiede]   oh, how nice. « lo dice col tono raffinato di una signora di New London d'altri tempi, con un'ironia quieta e benevola, piena di dolcezza. Le ci vuole un po' per decidersi ad allentare l'abbraccio, ma anche quando stacca di poco il busto cerca di mantenere un contatto con Andres: una mano (quella libera dal caffè) poggiata sul braccio, poco sopra il gomito. » ho risolto tutto, sai? Ho fatto un accordo con Mackenzie: mi ha liberata e non riemetterà le taglie sulle nostre teste. « si passa la lingua sul labbro inferiore. Lo sguardo è luminoso. » è davvero chiusa una volta per tutte.

11:44 Andres [marciapiede]   « Il chiarimento di Elian lo costringe a irrigidire appena la mascella, anche se esteriormente mantiene il sorriso delicato che ha mantenuto fino a quel momento. Gli occhi, tuttavia, si abbassano. » ..Well done.« Non chiede maggiori spiegazioni. Non chiede chiarimenti. Gli occhi scivolano alla porta del Corner, verso cui fa un gesto. » Should we go inside? It's pretty cold out here. « Suggerisce pacatamente. »

11:48 Elian [corner]   « indugia con la mano sul suo braccio, e quando la lascia scivolare via lo fa con una carezza leggera, affettuosa. Sospira, l'aria le si condensa sulle labbra. » alright. « mormora in risposta. Fa un passo indietro, si volta. Prima di entrare lancia ciò che resta del caffè (preso altrove) in un cestino fuori dall'ingresso. E' la prima a varcare la soglia del locale. Avvolta dal tepore, si scioglie la sciarpa e guarda verso il bancone: Dan (il proprietario che la conosce bene) non c'è. Sospira di sollievo e, dopo aver atteso Andres, avanza per conquistare un tavolo vicino ai finestroni che danno su Prospect Boulevard. »

11:51 Andres [corner]  « Nel momento in cui Elian risponde affermativamente, lui si volta verso l'auto. Dev'essere un qualche tipo di codice con l'autista, perchè il mezzo riparte dolcemente, allontanandosi cosí come è arrivato. A quel punto, si muove dietro di lei, le mani tenute dentro le tasche del cappotto. VIene investito dall'aria calda del Corner, dall'odore di cibo e colazione. Inspira a pieni polmoni, crogiolandosi in una sequenza calda di memorie. Il tavolo verso cui Elian si dirige è quello dove si siedono ogni volta che è possibile. Si lascia scivolare sul divanetto di fronte a lei con un sospiro, togliendosi i guanti e la sciarpa e slacciandosi il cappotto. Sotto, si intravede un cardigan bordeaux. » Come sta Sebastian?

11:56 Elian [corner]   « si sfila il cappotto quando è già seduta sul divanetto, per poi spingerlo di lato appallottolato, senza grande ordine o cura: gli abiti che indossa, economici e sintetici, sicuramente comprati usati, non lo richiedono. » Betts... « lo sguardo si perde per qualche istante di lato, in un momento di incertezza percettibile. » well-- meglio? « più che un'affermazione sembra una domanda. Si strofina il palmo della mano destra sul naso infreddolito. »abbiamo litigato, credo. « mormora dopo un po', a voce più bassa, un po' roca. » credo di essere diventata una maledizione, per lui.

11:59 Andres [corner]  « Rimane serio. Non le fa pressione, si limita ad aspettare le risposte con gli occhi caldi ma gravi, umani. Risposta che non sembra stupirlo molto, che gli solleva un sopracciglio e lo spinge ad uno sbuffo live di fiato. » Credo che valga la pena per voi due affrontare la cosa. Avete il tempo di sistemare tutto, ora. Siete passati attraverso a tutto questo inferno, it would be a shame to let go now, wouldn't it? « Un suggerimento che lascia a bassa voce, con la premura fraterna di chi lo dice in modo assolutamente disinteressato, spingendosi appena con il busto verso di lei. La cameriera si avvicina, lo distrae. Le sorride. » I'll have a coffee, please. Dark, with sugar.

12:03 Elian [corner]   « le parole di Andres la irrigidiscono un po', le aprono addosso una certa misura di desolazione (quella dei ladri colti con le mani nel sacco). Tiene la bocca aperta come sul punto di dire qualcosa, ma non dice assolutamente niente. Quella sospensione dura fino all'arrivo della cameriera. Si riscuote, si schiarisce la voce e poi biascica, poco convinta. » mh? Ah, sì, anche io... stessa cosa. « tira su col naso (è raffreddata?) e fa scivolare le mani sulle gambe. Si passa i palmi sulle cosce e guarda di lato, oltre il finestrone, sulla strada. » te l'ho detto che abbiamo chiuso l'Avantgarde, vero?

12:06 Andres [corner]  « L'assenza di risposte da parte di Elian sembra mettergli addosso una vaga inquietudine, o una semplice forma di perplessità. Le tiene gli occhi addosso, analizzandola lievemente mentre ordina il caffè. La conversazione non riparte fino a che la cameriera non si allontana. Ma la prima informazione che gli viene data, lo spinge a spalancare gli occhi e divaricare le labbra in un'espressione di puro stupore. La fronte si corruccia. Deglutisce, scuotendo piano la testa. » ..What? No.. Non me lo avevi detto. Come sarebbe a dire l'avete chiusa? Come mai? « La notizia sembra averlo sinceramente scosso. »

12:10 Elian [corner]   oh. « la sorpresa che intuisce addosso ad Andres la fa stringere nelle spalle. Spinge il busto indietro, sullo schienale morbido del divanetto, e sulla seduta scivola un po' verso il basso. Tira su col naso e se ne gratta la punta con l'indice. » eravamo rimasti solo noi due. Da quando eravamo usciti con il caso Lijun e Hall Point avevamo smesso di ricevere curriculum. Penso... la gente temesse che diventare nostri colleghi fosse diventare automaticamente dei target. « si morde l'interno della guancia, sovrappensiero. » insomma, i costi legali per mantenere l'agenzia erano diventati più alti di ciò che riuscivamo a guadagnare in due. Ci è sembrata la scelta più... « più? La frase si perde, lei ne smarrisce la conclusione. Sospira a fondo. » prima che io andassi a Hall Point.

12:15 Andres [corner]  « Ascolta, le labbra ancora schiuse in una sensazione difficile da inquadrare, ma che gli stringe la gola e gli tiene il volto incastrato in un'espressione contrita, turbata. Comprende, ma fatica a metabolizzare. Si inumidisce distrattamente le labbra, con gli occhi azzurri tenuti su di lei. » ..I see. « Un mormorio incerto, appena accennato. Poi la incalza piano, scuotendo la testa in una punta di incomprensione. » ..But what now? Riaprite, no?. Se davvero hai chiuso i conti con Hall Point non rappresentate più un rischio per nessuno. « C'è nei suoi occhi una buona dose di speranzosa convinzione. »

12:19 Elian [corner]   « di nuovo la desolazione: le conquista il viso chiaro assieme all'incertezza. Schiude le labbra per dire qualcosa, ma viene interrotta dall'arrivo della cameriera con le ordinazioni. Andres non deve averla mai, mai vista mancare di ringraziare qualcuno che l'ha servita in un locale, ma questa volta sembra dimenticarsene - tanto che rincorre con gli occhi la ragazza quando se ne è andata, valutando per un attimo se sia il caso di urlarglielo dietro, quel grazie -. Non lo fa. Riporta gli occhi su di lui, invece. Inspira a fondo. » non penso. « mormora in risposta, con poca voce, scivolando ancora un po' più giù sul divanetto. » non penso che resterò a Capital City.

12:23 Andres [corner]  « Se avesse detto che parte dell'accordo con Hall Point prevede che venga giustiziata in piazza pubblica, il livello di shock sul suo volto sarebbe probabilmente meno di quello che gli nasce sul volto nel momento in cui le sente dire quelle poche parole. Le labbra aperte cercando aria, eppure si rende conto di aver smesso di respirare. Le tiene gli occhi chiari piantati addosso con l'insistenza di un animale che vede la moto del padrone allontanarsi nella neve. Ci mette diversi, parecchi momenti a reagire. E anche quando lo fa, lo fa con un silenzio impotente. Metabolizza a fatica. La fronte contratta, richiude la labbra, ingoiando a vuoto. Gli occhi si abbassano sul caffè. Le mani scivolano alla tazza, stringendocisi intorno. Il contatto visivo non torna su di lei, rimane decentrato, da qualche parte sul linoleum unticcio del tavolo. »

12:27 Elian [corner]   « la reazione di Andres sembra destabilizzare in qualche modo anche lei, renderla minuscola. Si stringe nelle spalle e deglutisce, con lo sguardo che traballa e diventa un po' più luccicante di prima. Tira su col naso, oscilla un po' di lato e poi torna più o meno dritta. Anche i suoi occhi sfuggono di lato, e così le sue labbra - in un sorriso obliquo e colpevole piuttosto debole. » don't be mad, please. « lo dice piano, col tono di chi ne ha davvero - davvero - bisogno. Riconduce a fatica l'attenzione e lo sguardo chiaro su di lui. » in fondo lo sapevi già. Non dirmi che non lo sapevi già.

12:31 Andres [corner]  « Riorganizzare il cataclisma di parole che naturalmente gli uscirebbero dalla bocca al momento gli costa uno sforzo immenso. Quasi fisico. Non difficile da percepire negli occhi che si chiudono, nell'ostinazione con cui non la guarda, nel movimento impercettibile ma costante della testa che scuote in un lievissimo cenno di diniego. Forse vagamente incredulo. Non risponde subito. Ma quando lo fa lo fa riaprendo gli occhi, tuttavia senza spostarli dalla macchiolina di plastica del tavolo, sulla quale sembra concentrare tutta la propria concentrazione. » I don't get to be mad. Non è il mio ruolo. Non me lo posso permettere. « Silenzio. » But no. I didn't fucking know it.

12:34 Elian [corner]   « sospira a fondo, mentre sotto la pelle le cola una vibrazione che le scuote le vede e la porta ad allungare lo sguardo oltre le spalle di Andres, verso la porta. Spinge appena il busto in avanti, raddrizzandosi, e poggia le mani sul bordo del divanetto su cui è seduta. Lo ascolta con la gola annodata e gli occhi in evasione. Non lo interrompe, lo lascia parlare e accoglie le sue parole come un pugile con la difesa troppo bassa. Si passa la lingua tra le labbra. » vuoi che vada? « lo chiede a mezza voce, rendendo piuttosto chiaro come si riferisca a quel momento preciso - a quel locale, a quell'istante, a quella porta che sta già guardando. »

12:39 Andres [corner]  « Sta combattendo le lacrime. Inizia a diventare chiaro dal fatto che il fissismo con cui prima ostinava gli occhi sul tavolo inizia a venire spezzato dal respiro che si fa troppo fondo, dai respiri profondi che fa prendendo aria dal naso, seppur il più discretamente possibile, per combattere la sensazione dolorosa che gli prende la gola e gli arrossisce il profilo degli occhi. » Dove andrai? « E invece è evidente che lui non si riferisce al qui ed ora. Non si riferisce alla porta. Al Corner, al momento presente, ma a qualcosa di più ampio. »

12:44 Elian [corner]   « indugia con lo sguardo mobile su di lui. E' è inquieta, ma il gesto con cui allunga la mano sul tavolo è molto quieto: non prova a toccare Andres, ma lascia la mano lì, dove - qualora volesse - lui potrebbe prenderla: un'offerta muta, priva di invadenza. » non lo so. « mormora dopo un po', in risposta. » intendo... « si stringe nelle spalle e scrolla il capo. » non so dove. « si passa la lingua tra le labbra, deglutisce. » devo trovare una persona. Farò questo: cercarla. « con un po' più di sicurezza. » nel rim, penso.

12:51 Andres [corner]  « Quello che succede è strano. La vibrazione che lo scuoteva sempre di più dall'interno, il bisogno di piangere, l'eco delle emozioni che lo attraversavano, invece che avere il decorso che avrebbe in modo naturale, crescere fino ad esplodere, cresce fino al punto in cui chiude gli occhi. Ma poi si riassorbe in modo innaturale. Quando li riapre, sono asciutti. Il corpo torna ad uno stato di calma dopo un'espirazione appena più lunga, e finalmente sposta gli occhi dal punto in cui li teneva. Li muove prima sulla mano che lei offre, che tuttavia non accenna a toccare, poi di nuovo su di lei. E sono piuttosto vuoti. Un'assenza di emozioni che un altro forse non noterebbe, ma che per Lee potrebbe risultare come una nota distorta in un'esibizione altrimenti precisa. Annuisce. » Buona fortuna, allora. Pregherò gli Dei perchè veglino sempre su di te. « Lo dice con un sorriso cortese, non diverso da molti altri che ha fatto nella vita, in situazioni meno personali di questa. »

12:56 Elian [corner]   « se Andres le avesse dato uno schiaffo, forse le avrebbe fatto meno male. Vederlo coprirsi, svuotarsi, le getta nello sguardo uno smarrimento enorme, confuso. Le labbra appena schiuse le tremano come di fronte un tradimento. Abbassa lo sguardo sulla propria mano vuota. La trascina all'indietro, sul tavolo, ritirandola e chiudendola nel percorso che la fa giungere poi chiusa gentilmente a pugno contro il proprio stomaco. Guarda il bordo del tavolo. Tira su col naso e annuisce appena, dando segno di aver capito. Ha le spalle intirizzite dalla resa quando, poco dopo, senza fretta, recupera disordinatamente sciarpa e cappotto e li trascina con sé mentre si sfila dal divanetto. »

13:03 Andres [corner]  « Il mento si solleva appena con un guizzo macchiato di un'eleganza talmente fuori luogo da pesargli sulle spalle come un macigno. Abbastanza da incrinare di nuovo la maschera dietro cui si sta riparando, le ciglia tremano appena, ha bisogno di ingoiare nuovamente saliva. Non ha toccato il caffè. Ma non sembra tentennare nel mantenere la facciata di cortese e diplomatica distanza con cui sta gestendo quell'addio. Si piega solo appena nel mormorare alcune parole poco dopo. » Chiunque tu stia cercando, spero che lo trovi. E che valga la pena di aver messo a tacere una delle poche voci libere di questo Verse. « L'amarezza bruciante, la rabbia che deve marcirgli dentro, per quanto si percepisca nella scelta di parole, non ha alcun riscontro nel tono, che rimane terribilmente morbido, solo lievemente formale. »

13:08 Elian [corner]   « si ferma al suo fianco, quando stava per sfilargli accanto. Abbassa il capo su di lui e lo osserva dall'alto con gentilezza. Accenna un sorriso leggero, un po' triste. » il mio lavoro resterà il mio lavoro finché qualcuno non riuscirà a uccidermi, Andres. Ma per una volta, la storia che devo raccontare è... « stringe le labbra, serra i denti per un momento. » è la mia. « inspira a fondo, a polmoni pieni, sciogliendosi il nodo in mezzo al petto. » tu hai altre cose da fare. Grandi cose. Ci rivedremo quando ognuno di noi avrà completato la sua missione. « accenna a sollevare una mano. La carezza che prova a poggiargli sulla spalla è in punta di dita, così delicata da essere appena percettibile. » "come the day".

13:13 Andres [corner]  « Tu hai altre cose da fare. Quelle parole non riescono a non strappargli un sogghigno amaro, appena accennato, sporco di rassegnazione. Non si scosta quando lei gli si avvicina con le dita, ma nemmeno sembra cercare un contatto maggiore. Riceve la carezza con una passività pressochè assoluta, che il contatto con i polpastrelli di Elian non sembra scaldare minimamente. Ma gli occhi le scivolano addosso, dal basso. » That day will never come. We won't see it. The only thing I can do is to do my best with the time I have.

13:15 Elian [corner]   « non c'è amarezza nel modo in cui accoglie le parole di Andres. Sospira in maniera delicata, lasciando scivolare via la mano con cui l'ha appena sfiorato. Il braccio ricade lungo il fianco, morbidamente. » it will come for us. « lo dice con la fiducia quieta dei fedeli. Con un senso di pace che scalda le parole. Non dice altro. Fa un passo di lato, regalandogli un'ultima carezza con lo sguardo. Poi, senza fretta e con il cappotto in mano, si volta e dirige verso l'uscita del locale. »

13:20 Andres [corner]  « La pace che lei emana non si rispecchia da nessuna parte in lui. Non le concede davvero nemmeno un contatto visivo definito o diretto. Gli occhi li riporta davanti a sè, in un rifiuto ostinato ad affrontare il momento in cui lei si allontana e lo oltrepassa. L'espressione rimane immutata, una perfezione distaccata e composta, per quanto seria, che permane per tutto il tempo in cui lei è ancora in qualche modo all'interno del locale. La porta si chiude con un tintinnio. E ancora, l'espressione non cambia. Per lunghissimi momenti, forse minuti, anche dopo che lei si è allontanata, non ci sono fratture nel suo autocontrollo o nella sua ostinazione. Poi, all'improvviso, gli occhi si chiudono. Le labbra si aprono mentre prende fiato come se riemergesse dall'apnea, con la stessa urgenza. la mano sale alla bocca, coprendola. » (/end)